L’ippica si appella a Bondi per tornare all’autogoverno

A Roma la settimana scorsa si è realizzato un avvenimento da molti definito storico, anche se il termine utilizzato pare eccessivamente enfatico: alludiamo al fine corsa dell’ex primo cittadino Francesco Rutelli per la poltrona di sindaco della capitale e alla vittoria di Gianni Alemanno, in un recente passato nume tutelare dell'ippica, quale ministro delle Politiche Agricole durante il governo Berlusconi, sino all'avvento dell'ultimo governo Prodi. L'avvenimento a molti avrà fatto piacere, ad altri ha sicuramente, e inevitabilmente, procurato mali di pancia, ritengo che, se il neo sindaco di Roma Gianni Alemanno si comporterà come si è comportato con noi dell'ippica, farà sicuramente del bene per la capitale, come ha cercato di fare e in parte fatto, con il mondo dell'ippica pur in una situazione obbiettivamente non facile, se non disastrosa.
Vorrei approfittare di questa occasione per ragionare, quale fenomeno altamente negativo, sulla situazione che si è determinata con l'occupazione «militare» da parte della politica del nostro settore. Con l'avvento del governo Prodi e dopo l'insediamento del ministro De Castro si è immediatamente scatenata una «caccia» spietata a tutto quello che poteva rappresentare l'operato dell’allora ministro Alemanno e dei suoi collaboratori. Rammento, per i più deboli di memoria, l'accanita campagna di stampa organizzata dai soliti «capipopolo un tanto al chilo» contro il segretario generale Franco Panzironi, definito la causa di tutte le nefandezze possibili e immaginabili, presenti e future, sino a determinarne l'uscita.
Adesso però, non facciamo finta di ignorare che Franco Panzironi è un importante e autorevole componente dell'entourage del nuovo sindaco di Roma e non dimentichiamo altresì che a Roma abbiamo due importanti insediamenti ippici, quali l'impianto di Tordivalle per il trotto e soprattutto Capannelle per il galoppo, impianto, addirittura, di proprietà comunale. Non ho il minimo dubbio che gli sgradevoli comportamenti cui ho accennato poche righe sopra non faranno alcuna differenza nel modo di agire del nuovo sindaco di Roma e dei suoi collaboratori, nei riguardi dell'ippica.
Non posso però non riconoscere che, se non avessimo subito l’occupazione totale del nostro settore, da parte del potere politico, probabilmente avremmo avuto o percepito, secondo le sensibilità personali, una situazione di maggiore tranquillità e chiarezza.
Durante la recente campagna elettorale, gli allevatori unitamente ad altre categorie si sono fatti parte diligente al fine di ottenere un impegno formale e pubblico, da parte di un autorevole componente governativo, il senatore Sandro Bondi, con il fine, attraverso la modifica della legge 449/99, di riportare alla centralità dell'ippica l'allevamento con tutte le sue componenti.
Impegno che se sarà onorato porterà oltretutto la certezza di non determinare situazioni analoghe a quella sopra descritta. Con il ritorno delle categorie al governo dell'ippica, sia pure in una posizione molto più defilata rispetto al passato, ma dentro e non fuori dall'uscio dell'Unire come è attualmente.