L’ippica si può salvare solo copiando la Francia

In una recente nota ufficiale il ministro dell’Agricoltura Luca Zaia ha citato tra le iniziative in itinere che riguardano l’Unire un riferimento (sia pure generico) ad una riforma del sistema ippico italiano al sistema europeo. Qualche iper critico ha polemicamente accennato a quale sistema europeo si riferiva, se a quello tedesco oppure quello francese. Mi permetterei di segnalare al signor ministro che si sta accingendo a riformare l’ippica, che il sistema francese gode di una particolarità che a mio avviso è la chiave di volta della riuscita del sistema francese. A differenza del nostro sistema, in Francia hanno due strutture che provvedono ognuna delle due in piena e assoluta autonomia a ricercare il migliore posizionamento nella raccolta sui rispettivi sistemi di gioco (in Italia, Aams e Unire). Un sano dualismo che mette in capo alla «Française des jeux», per quanto attiene di fatto tutte le occasioni di gioco: gratta e vinci, lotto, lotterie, macchinette di intrattenimento (slots) e quant’altro non attinente all’ippica, all’opposto la «Parimutuel», la quale si interessa solo e soltanto di gioco sui cavalli. Parimutuel è una associazione privata, alla quale partecipano gli allevatori francesi ed anche altre categorie del settore, con compiti e finalità pubbliche e sotto la sorveglianza dei vari ministeri interessati.
Citerei una recente iniziativa di grande successo di Parimutuel il Quintè Spot. Si tratta di un sistema messo in campo per contrastare, mi dicono con grande efficacia, sistemi numerici messi in campo da Francaise des jeux che danno la possibilità di grandi e clamorose vincite. Il Quintè Spot è un gioco non per appassionati di cavalli ma solo per giocatori alla ricerca della grossa vincita. Ultimamente vi è stata una vincita clamorosa di circa tre milioni di euro e questo naturalmente concorre al traino e alla popolarità di questo gioco.
Naturalmente Parimutuel oltre a questo tipo di iniziative cura in modo particolarmente attento il suo vero bacino di pubblico, quello degli appassionati di cavalli, dando allo stesso corse affidabili di grande qualità e soprattutto con pochi ma sceltissimi campi giornalieri.
Ritengo che, il ministro dell’Agricoltura Luca Zaia dovrà riuscire a mettere sotto gli occhi dell’eccellente e bravo ministro Giulio Tremonti la situazione per quella che è, raffrontandola a sistemi analoghi come quello francese e credo che il ministro dell’Economia saprà valutare ed affrontare le cose nel migliore dei modi. Noi ippici abbiamo grandi torti e responsabilità, ma anche la politica con scelte irresponsabili ci ha messo molto del suo.