L’ira di Annan: «Ora l’Onu condanni Gerusalemme»

Il Consiglio di Sicurezza riunito due volte nel giro di poche ore La Francia ha pronta una bozza, ma tutto dipende dalla posizione degli Usa

da New York

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, ha chiesto ieri mattina al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, riunitosi d'urgenza proprio su sua richiesta, di condannare «nei termini più duri possibili» la strage di Cana, nel sud del Libano, dove i bombardamenti israeliani hanno fatto oltre 60 vittime, per lo più donne e bambini. Annan è tornato a chiedere un cessate il fuoco immediato, chiedendo ai vari componenti di superare le loro divisioni interne ed evitare così che si verifichi un altro dramma come quello del bombardamento di Cana.
Il Consiglio di Sicurezza, sotto la presidenza dell'ambasciatore francese Jean-Marc de la Sabliere, si è riunito per circa un'ora nella prima riunione. L’assemblea è stata convocata una seconda volta nella serata di ieri. Sottolineando che il Consiglio è molto preoccupato per la piega che sta prendendo il conflitto, Annan ha aggiunto, non senza polemica: «Sono profondamente deluso che i miei precedenti appelli per una cessazione immediata delle ostilità non siano stati ascoltati. Con il risultato che vite innocenti a essere sacrificate e civili innocenti continuano a soffrire».
Se le dichiarazioni del Segretario generale erano in qualche modo prevedibili, la novità della giornata sembra essere la decisione della Gran Bretagna di aderire al fronte del cessate il fuoco immediato, che ormai sembra essere chiesto da tutti, con l'eccezione degli Stati Uniti e di Israele. Proprio la posizione Usa sarà determinante per l’approvazione della risoluzione.
Prima della riunione l'ambasciatore britannico Emyr Jones Parry ha spiegato che la Gran Bretagna ha intenzione di chiedere una «immediata cessazione delle ostilità», definendo la strage «inaccettabile». Posizione confermata dallo stesso premier inglese, Tony Blair, che venerdì era apparso vicino alle posizioni della Casa Bianca e che ieri ha detto: «Nel momento in cui si concordi una risoluzione per l’interruzione delle ostilità, allora queste devono cessare da entrambe le parti».
Che cosa succederà esattamente nei prossimi giorni, o addirittura nelle prossime ore, non è del tutto chiaro: la Francia, che ha presentato un progetto di risoluzione sul Libano - chiedendo che le ostilità cessino immediatamente per preparare la venuta di una futura forza internazionale lungo la frontiere tra Israele e Libano - puntava ad una riunione ministeriale sul Libano ed aveva annunciato la venuta a New York del ministro degli esteri Philippe Douste-Blazy.
Parigi ha anche pronto un documento per il rinnovo di un mese della missione dell'Unifil, la forza di interposizione Onu in Libano, oltre a una risoluzione di condanna del nucleare iraniano, e ha preannunciato l'approvazione dei due documenti per domani, ultimo giorno della presidenza di turno francese.