L’ira degli albergatori: con questa legge mazzata da 500 milioni

Il presidente Bernabò Bocca: «Vogliono fare un regalo a Veltroni e Cacciari»

Paolo Bracalini

da Milano

Tassa di soggiorno, tassa di scopo, Ici maggiorata, liquidazioni regalate all’Inps, niente taglio del cuneo fiscale sui lavoratori stagionali, i più frequenti negli hotel. Gli albergatori italiani non sono contenti delle novità per il settore introdotte nella Finanziaria. Lo spettro più inquietante, fra tutti, è la tassa di soggiorno, vecchia legge cancellata nel ’91 ma riesumata dalla maggioranza per esaudire le richieste dei sindaci di Firenze, Roma e Venezia, le grandi città d’arte che dalla gabella sui turisti (da 1 a 5 euro per notte, a cliente d’hotel) già calcolano entrate milionarie. Per gli albergatori italiani sarebbe invece una mazzata clamorosa: almeno 500 milioni di euro l’anno prossimo. «I prezzi per il 2007 non possiamo modificarli ora, avendo già chiuso i contratti con i tour operator - spiega il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca - . Quindi la tassa peserebbe interamente sulle nostre casse. Noi non ci stiamo. Penalizza un settore che rappresenta il 12% del Pil nazionale e metterebbe in seria crisi il turismo in Italia».
Il settore alberghiero negli ultimi mesi ha ritrovato faticosamente lo slancio perso dal settembre 2001. Ma le nuove tasse rischiano di affossare i segnali di ripresa dopo cinque anni di stagnazione e favorire i diretti concorrenti, Spagna, Francia e Croazia, dove non esiste tassa di soggiorno (in Spagna Zapatero l’aveva introdotta l’anno scorso ma poi la Corte costituzionale spagnola l’ha dichiarata illegittima) e l’Iva è più bassa. I tour operator tedeschi hanno scritto al ministro Rutelli per metterlo in guardia: i nostri turisti, che già si lamentano dei prezzi alti in Italia, cambieranno rotta. «L’effetto lo abbiamo già visto con la tassa sul lusso di Soru in Sardegna - dice Bocca -. Scappano. Vanno in Spagna, in Costa azzurra o in Croazia». Ma c’è il pressing di Veltroni, Cacciari e Dominici. Nei giorni scorsi la giunta comunale fiorentina si è riunita e ha già stabilito un prelievo di un euro al giorno, a cliente, per ogni stella dell’albergo. Cinque stelle, cinque euro in più a notte. «In totale il Comune di Firenze si aspetta di incassare 20 milioni di euro per il 2007, Roma altri 50 milioni». L’alternativa? «Una tassa di ingresso che coinvolga il turismo mordi e fuggi, chi arriva e riparte in serata, ed esenti invece chi dorme in albergo. Il contrario di quello che propongono. Non è giusto colpire il turista che dà ricchezza alla città fermandosi, consumando».
Ma non sarebbe questa l’unica leva ad abbattersi sulla testa degli albergatori. La manovra ha tagliato risorse agli enti locali ma ha «regalato la tassa di scopo» e la possibilità di aumentare l’Ici sugli immobili, fino allo 0,8%. Compresi gli alberghi. «L’Ici? Per noi aumenterà sicuramente - dice il presidente di Federlaberghi -. È una Finanziaria che non aiuta lo sviluppo e colpisce i consumi. Il 70% dei nostri clienti sono italiani. Come si fa a pensare di aiutare il turismo impoverendo il ceto medio e aumentando i costi delle strutture alberghiere?».
Il beneficio del taglio al cuneo fiscale è modesto e limitato. Si applica solo ai dipendenti a tempo indeterminato, non agli stagionali. «Ma i lavoratori stagionali per gli alberghi non sono uno stratagemma, un trucco. Gli alberghi stessi sono stagionali. Se non si riduce il costo del lavoro per queste tipologie non si aiuta il settore». In compenso il trasferimento del Tfr all’Inps colpisce pesantemente. «La soglia dei 50 dipendenti non basta, così non è equo - dice Bocca - . Un’industria con, diciamo, 60 dipendenti può fatturare 50 milioni di euro. Sa invece un albergo con lo stesso personale quanto fattura? Intorno ai 9 milioni. Non possiamo essere equiparati alle aziende».