L’ira dei pensionati: "Prodi vergogna. Siamo stati derubati"

Valanga di messaggi e fax al <em>Giornale</em>. La beffa delle rendite minime salite di un euro

Roma - È un’onda lunga di protesta quella che si alza da parte di decine di pensionati, desiderosi di sottoporre a il Giornale il loro caso e far sentire la propria voce. Un crepitare di fax, telefonate ed e-mail attraverso le quali tanti lettori hanno deciso di comunicare la loro indignazione e protestare contro quella che viene considerata come una vera e propria beffa.

La scintilla che accende il fuoco, evidentemente nascosto sotto la cenere di una rabbia repressa a stento, è l’articolo con cui due giorni fa abbiamo raccontato il caso di un pensionato Telecom il cui adeguamento al costo della vita - ovvero l’aumento in busta paga - è stato spazzato via dall’aumento delle tasse, nazionali, regionali e comunali. «Guardi che il mio non è un caso isolato» aveva avvertito.
La postilla ha trovato puntuale conferma nei messaggi giunti in redazione. Una valanga di segnalazioni che dimostrano come l’inasprimento fiscale deciso dal governo Prodi, ma anche dalle amministrazioni locali, abbia colpito, senza alcuna pietà, le fasce più deboli della società. Una corsa, quella scatenatasi attraverso il passaparola della protesta, che sta coinvolgendo anche i corpi organizzati, come la Sapens, ovvero i pensionati delle Ferrovie. «Ho letto l’articolo» spiega il segretario generale Giuseppe Torrente «e mi congratulo con voi per aver fatto emergere un tema che tocca davvero gli interessi della gente. Volevo comunicarvi che io mi ritengo davvero un superprivilegiato. Dal 1° gennaio, infatti, la mia pensione è aumentata non di un euro come nel caso del vostro lettore ma di 1,99 euro: da 1176,12 euro a 1178,11 euro. E se un altro nostro iscritto ha avuto un aumento di 32 centesimi, altri hanno addirittura avuto una riduzione della pensione. Vi chiedo di continuare a evidenziare questo scandalo, tanto più che da marzo grazie alle tasse del Comune di Roma, ci sarà una ulteriore decurtazione. Sono davvero schifato».

Dai ferrovieri ai dipendenti dell’Alitalia. Un ex dipendente della compagnia di bandiere ci scrive e ci invia la sua busta paga. «Un vecchio proverbio dice: mal comune mezzo gaudio. Be’, questa mattina sono proprio incavolato. Leggo il vostro articolo e vado a controllare la lettera dell’Inps appena arrivata. Ebbene cosa scopro? Che anche la mia pensione è aumentata di un euro! Da 1769 a 1770 euro. In tutti i miei anni lavorativi ho lasciato fior di quattrini all’Inps. Ma queste cose Visco, con la sua scienza infusa, le sa? Quello che mi dispiace è che si è sempre parlato delle pensioni minime ma anche la mia aumentarla di un euro dire vergognoso è poco».
Il desiderio dei pensionati di far conoscere la beffa dei propri micro-aumenti è fortissimo. E così un ex dipendente di Ansaldo-Finmeccanica «festeggia» i suoi sei euro in più. Ma c’è anche chi nella busta paga ha trovato in regalo una perdita netta rispetto all’anno precedente. «Leggendo il vostro articolo ho la conferma il Giornale segue le sventure dei suoi lettori. Vorrei sottoporvi il mio caso. Io che prendo 175 euro in meno del pensionato Telecom (quindi 1600 euro ndr) ho avuto una perdita di 25 euro al mese e questa cifra aumenterà a dicembre e con la tredicesima. Nell’anno 2008, insomma, avrò 434 euro in meno».

L’ultimo caso riguarda la vicenda - davvero vergognosa - di una studentessa universitaria. È il padre a raccontarla. «Vorrei fare presente quello che è capitato a mia figlia. Lei ha una borsa di studio per uno stage presso un ospedale dove svolge un lavoro di 20 ore settimanali. Per tutto l’anno 2007 ha ricevuto 500 euro al mese. Da gennaio grazie a Prodi, Tps e Visco ha una trattenuta del 23% oltre alla tassa regionale e comunale. Così ora il governo delle sinistre non solo ha rubato a mia figlia un quarto della borsa di studio, scesa a 379 euro, ma ha tolto a migliaia di studenti anche l’ultima speranza di arrivare a fine mese senza gravare sulle spalle dei genitori già appesantite da tasse, balzelli e aumenti di questo ignobile governo. Questa è la bassezza raggiunta da chi voleva darci un po’ di felicità».