L’ira di Valentino in tv: "Crocefisso dai media"

Monologo al Tg del campione di Tavullia accusato di evasione fiscale per 60 milioni. Difesa dura, su tutta la linea: "Abito a Londra da sette anni, non a Paperopoli. Ho la coscienza pulita, voglio pensare solo alle corse" 

Milano - E ora Valentino Rossi fa anche l’offeso. «I mass media mi hanno crocefisso», ha dichiarato ieri il campione accusato di aver evaso al fisco italiano 60 milioni.

«Ho la coscienza pulita, questa storia si chiarirà al più presto»: questo il passaggio chiave del video di «autodifesa» che il «Dottor Rossi» ha fatto pervenire ai tg Rai e al Tg5 Mediaset che ieri l’hanno mandato in onda nelle rispettive edizioni serali. «I professionisti che mi fanno la denuncia dei redditi - spiega il campione - mi hanno assicurato, come ho sempre chiesto di rispettare le regole, che questo hanno fatto».

Il «monologo» televisivo di Rossi, della durata di circa due minuti, inizia con Valentino, ripreso nella sua casa londinese, che saluta i tifosi e si dice «amareggiato per la maniera in cui mi hanno trattato i media negli ultimi giorni. Mi hanno crocefisso e condannato prima delle necessarie verifiche, come spesso accade. Sono stato di più sui giornali ora che quando ho vinto i sette mondiali».

E poi: «Hanno sbattuto il mostro in prima pagina, con una storia completamente inventata con la Canalis, che conosco appena. Mi hanno dipinto come un playboy che gira nudo per le spiagge. Un fascicolone con numeri e numerini è stato quasi dato prima alla stampa che a me. Da sette anni ho la mia residenza a Londra, in questa bella casa. Londra, non Paperopoli o un paradiso fiscale su qualche isoletta. L’ho scelta perché mi piace e per le esigenze del mio mestiere. È chiaro che sono stato strumentalizzato , probabilmente perché il fisco italiano non è d’accordo con quello di altri paesi, come l’Inghilterra. Però la soluzione devono trovarla fra loro, senza prendersela con me».

Dopo la messa in onda del video, raffica di reazioni. A cominciare da quella di Francesco Storace: «È stupefacente che il Tg1 faccia da megafono a Valentino Rossi accettando le sue parole senza contraddittorio. Crediamo che si siano violate precise regole del giornalismo, soprattutto nel servizio pubblico. Da ora in poi qualunque evasore fiscale potrà imporre le proprie parole: è una vergogna».

Numerose email di protesta sono arrivate anche al Codacons: «La situazione più assurda è avvenuta alla Rai, dove ricordiamo che Padoa-Schioppa, in quanto ministro del Tesoro, è da un lato socio di maggioranza della Rai e dall’altro quello che ha contestato a Valentino il mancato pagamento delle tasse, attraverso le strutture di controllo dipendenti dal suo ministero».

Inoltre, denunciano i rappresentanti dei consumatori «è stato messo in onda un servizio preconfezionato da Valentino stesso, senza possibilità per i giornalisti di interloquire con domande». Intanto 150 contribuenti tartassati ingiustamente dal fisco, per tasse non dovute e cartelle impazzite, chiedono analogo diritto di replica e di essere ospitate dai telegiornali Rai e Mediaset «per poter dimostrare la loro innocenza».

Rossi, da parte sua ha concluso, il suo videoappello precisando: «D’ora in poi parlerò solo di motociclismo. Ai miei tifosi dico che ci vediamo domenica a Brno, dove andrò come al solito per vincere». Magari dopo aver fatto un salto all’Ufficio delle Imposte.