L’Iran antisemita non trova gli avversari

Nessuno vuol giocare contro la squadra islamica. Tranne il Bayern Monaco

Marcello Di Dio

Preparare il suo terzo Mondiale della storia sta diventando un problema. L’Iran ha raggiunto un accordo biennale con la Puma che firmerà le maglie per Germania 2006, ma non trova squadre per incontri amichevoli in vista dell’appuntamento tedesco. La questione è approdata addirittura in Parlamento: il responsabile della Commissione cultura, Emad Forouq, ha ordinato alla federcalcio iraniana (Fif) di intensificare gli sforzi per organizzare le partite. La federazione, però, evidenzia che l’azione «diplomatica» è ostacolata da problemi di carattere politico. Tutta colpa, dunque, delle ultime esternazioni antisemite del presidente iraniano Ahmadinejad che aveva negato le enormi proporzioni tragiche dell’Olocausto ed aveva chiesto a Europa e Usa di ospitare sulle proprie terre lo Stato d’Israele.
Qualcuno aveva addirittura proposto l’esclusione del Paese asiatico dai Mondiali di calcio. Proposta bocciata dal cancelliere tedesco Angela Merkel e nemmeno presa in considerazione dalla Fifa («sport e politica devono restare separati»). Tanto che Franz Beckenbauer, presidente del comitato organizzatore dei Mondiali ha iniziato il suo tour nei 32 Paesi rappresentati in Germania proprio dall’Iran. E la nazionale di Klinsmann ha giocato in ottobre una sfida con la selezione allenata dal croato Ivankovic. Poi una serie di rifiuti, primo fra tutti quello della federcalcio romena che a metà novembre ha declinato, su iniziativa del ministero degli Esteri, l’invito per un quadrangolare (al quale hanno poi preso parte Iran, Togo, Paraguay e Macedonia) per le tensioni politiche creatasi nel Paese. E se nel luglio scorso fu il club londinese del Millwall ad annullare un’amichevole, ma per il pericolo di scontri tra hooligans di destra e tifosi iraniani, il Bayern Monaco ha invece confermato quella del 13 gennaio contro il Persepolis.
Intanto il Parlamento di Teheran si sta occupando dei prezzi dei biglietti. All’agenzia che si occupa di vendere il pacchetto completo (viaggio, albergo e tagliando per lo stadio) è stato chiesto di rivedere le tariffe: il prezzo di 4.500 euro è ritenuto eccessivo, se si considera che il salario medio oscilla tra i 200 e i 250 euro mensili.