L’Iran arruola kamikaze per «combattere i nemici dell’Islam»

Il bando per il reclutamento viene sponsorizzato da un ayatollah considerato il mentore del nuovo presidente. Su internet il modulo da compilare per diventare martiri

Nicola Greco

Il modulo sembra quello per iscriversi ad una gita in motoscafo. Ma se vi capita per le mani attenti a non compilarlo perché rischiate di ritrovarvi iscritti ad una scuola per kamikaze iraniani.
Se leggete il persiano non potete sbagliarvi. Il modulo prima di chiedervi nome, cognome, indirizzo e professione spiega ogni dettaglio. «Per esser pronti ad affrontare i nemici della sacra repubblica islamica e proteggere le fondamenta dell’Islam, la Guarnigione degli amanti del Martirio sta costituendo una divisione in ogni provincia del Paese per organizzarli e garantire loro uno specifico addestramento. Per avviare questo progetto chiediamo a tutti i nostri devoti fratelli e sorelle pronti a difendere l’Islam, di trasmettere alla casella postale 16535 di Teheran due foto tessera, una copia della carta d’identità e il modulo allegato riempito in ogni sua parte».
Il disinvolto annuncio per aspiranti kamikaze islamici con la foto di un pasdaran pronto a immolarsi a bordo di un barchino esplosivo è apparso lo scorso 13 luglio all’interno di Parto Sokhan, un settimanale iraniano pubblicato nella città santa di Qom dall’«Istituto per l’educazione e la ricerca Imam Khomeini».
Il bando di reclutamento è un po’ il simbolo del nuovo corso impresso al Paese dopo l’elezione a presidente del sindaco di Teheran Mahmoud Ahmadinejab. A sponsorizzare, finanziare e ispirare la rivista ci pensa l’ayatollah Mohammad Taghbi Mesbah Yazdi, considerato il mentore e l’ispiratore del neoeletto presidente Mahmoud Ahmadinejab.
Quest’anima nera dello schieramento ultraconservatore non si sarebbe limitato a sostenerlo ideologicamente, ma gli avrebbe anche organizzato e servito la vittoria su un piatto d’argento. Secondo le accuse lanciate dall’ex presidente del parlamento Karroubi, l’ayatollah Mesbah avrebbe infatti mobilitato migliaia di bassiji e pasdaran per trasportare e distribuire nei seggi delle provincie di Ishfan e Teheran urne straboccanti di schede con il nome di Ahmadinejab.
Concluse con successo le manovre elettorali, l’ayatollah Mesbah s’è dedicato ad un altro dei suoi fedelissimi e ha proposto il generale Mohammed Reeza Jaafari, uno degli ufficiali più alti in grado ai vertici dei pasdaran, come capo della nuova guarnigione per aspiranti martiri suicidi.
Jaafaari ha accolto l’offerta al volo ed in un’intervista a Parto Sokhan intitolata «Fate sapere a Israele e America che ogni nostro militante suicida vale una bomba atomica» ha subito esposto programmi e obbiettivi della nuova unità.
Il principale è ovviamente mettere a segno operazioni contro i nemici dell’Islam e della Repubblica islamica. «Molti anni fa l’imam Khomeini ci spiegò che Israele deve essere cancellato dalla faccia della terra, ma fino ad oggi nessuno ha fatto un solo passo per mettere in pratica queste raccomandazioni. La nostra guarnigione s’occuperà d’individuare, reclutare e organizzare aspiranti martiri in grado di portare a compimento questi ambiziosi obbiettivi. Così quando il comandante in capo delle nostre forze armate (la Guida Suprema Alì Khamenei, ndr) darà l’ordine di agire saranno pronti ad entrare in scena e concludere la missione. Gli Stati Uniti e Israele devono sapere che le nostre bombe atomiche sono nascoste nei cuori dei militanti. In ogni provincia daremo vita ad una divisione organizzata in brigate, battaglioni e compagnie sulla base delle istruzioni ricevute dal nostro Comandante delle Forze Armate».
In una precedente intervista allo stesso settimanale il generale Jaafari aveva espresso tutta la sua ammirazione per il neoeletto presidente Ahmadinejad di cui sembra condividere vedute ed esperienze. «Ho conosciuto personalmente il dottor Ahmadinejad nel suo ufficio di sindaco di Teheran. Lui è un volontario Bassiji e dal mio punto di vista rappresenta un modello da imitare per tutti i comandanti».
Per soddisfare l’ex sindaco di Teheran che progettava di seppellire le salme dei caduti di guerra nelle piazze della capitale il capo degli aspiranti kamikaze si è impegnato a creare almeno quattro divisioni suicide solo all’interno di Teheran. «E presto - ha annunciato - i volontari incominceranno ad addestrarsi un base alla loro missione».