L’Iran si prende due giorni per cancellare l’Olocausto E Israele prepara l’attacco

Olmert chiede passi decisi all’Occidente e ora non esclude l’opzione militare contro Teheran

da Teheran

Di fronte alle proteste giunte da vari Paesi occidentali, compresa l’Italia, il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha difeso ieri la decisione di tenere a Teheran una conferenza internazionale sull’Olocausto con la presenza di storici revisionisti e negazionisti alla quale parteciperà almeno un italiano. Ormai, ha detto, è venuta meno una proibizione «durata 60 anni» di discutere di questo tema.
Gli Stati Uniti hanno definito «vergognosa» l’iniziativa di Teheran, in programma domani e martedì, e il ministero degli Esteri tedesco ha convocato l’incaricato d’affari iraniano a Berlino per avere spiegazioni. Gli ambasciatori dei Paesi europei a Teheran, secondo fonti diplomatiche, hanno declinato l’invito del governo a presenziare ai lavori.
Il primo ministro israeliano Ehud Olmert ha chiesto passi più incisivi della comunità internazionale contro Teheran e non ha escluso la possibilità di un attacco militare contro l’Iran. «Non sono affatto contento», ha affermato Olmert in un’intervista al settimanale tedesco Der Spiegel. «Mi aspetto che vengano intrapresi passi significativamente più importanti. Abbiamo un leader che dice apertamente di avere come obiettivo la cancellazione di Israele dalle mappe. Israele è un Paese membro delle Nazioni Unite». «È assolutamente criminale - ha aggiunto - che oggi qualcuno possa dire cose del genere». Alla domanda se esclude un attacco militare, Olmert ha risposto: «Non escludo nulla». Olmert, che la settimana prossima sarà in Germania e in Italia, ha aggiunto di essere pronto a ritirarsi dalla maggior parte degli insediamenti in Cisgiordania.
La Farnesina in una nota ha affermato che va respinto con sdegno ogni tentativo di negare o minimizzare la portata dell’immane tragedia storica e umana che è stato l’Olocausto.
Ahmadinejad, che l’anno scorso aveva suscitato analoghe proteste quando aveva auspicato la cancellazione di Israele dalle carte geografiche, ha confermato la posizione del suo governo. «In Occidente hanno considerato per 60 anni un crimine parlare di Olocausto. Ma ora nei circoli politici, giornalistici e tra la gente, le discussioni su questo tema vanno avanti seriamente». Per quanto riguarda Israele, Ahmadinejad ha aggiunto che «anche alcuni politici occidentali hanno detto che dall’inizio la fondazione del regime sionista è stato un errore».