L’ironia di Berlusconi: «Si sono scelti l’arbitro di fiducia»

Il leader di Fi sulla nomina di Borrelli: «Si sono adeguati al metodo Moggi». Critico anche su Guido Rossi («una scelta dettata dalla politica»). E aggiunge: «Ma gran parte del calcio è pulita»

Fabrizio de Feo

da Roma

«Si sono adeguati al metodo Moggi. Mi sembra coerente con tutto quello che sta succedendo: con Borrelli si sono scelti un arbitro di fiducia». Silvio Berlusconi lascia la Camera dopo aver votato contro la fiducia al governo Prodi. E sollecitato sulla nomina di Francesco Saverio Borrelli a capo dell’Ufficio indagini della Federcalcio tira fuori le unghie e detta una dichiarazione al vetriolo. Un commento duro che fa il paio con quanto dichiarato in mattinata, ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, dove il leader dell’opposizione torna ad attaccare la nomina di Guido Rossi come commissario della Figc definendola «una scelta dettata dalla politica».
«Il calcio italiano deve rimanere indipendente e in Italia ci sono diverse persone che hanno l’esperienza necessaria a gestire questo sport. Desta in me molta preoccupazione, anche per le dichiarazioni improvvide che ho sentito da molti protagonisti di questa sinistra - spiega l’ex premier - che la politica dopo aver messo le mani su tutte le istituzioni, possa metterle anche sullo sport e sul calcio italiano». «Spero che il calcio mantenga la sua indipendenza dalla politica - continua Berlusconi - come è successo durante i cinque anni del mio governo mentre invece sono preoccupato nel vedere che la politica ha influenzato la nomina di Guido Rossi».
Il numero uno di Forza Italia torna a manifestare il suo stupore di fronte alla fittissima ragnatela di Calciopoli. Ma sottolinea: «Esiste anche un calcio pulito. Tutti noi che viviamo nel calcio abbiamo protestato per l’atteggiamento degli arbitri nei confronti della squadra di Moggi ma non tutto il calcio è così. Ne conosco tantissimo di pulito, anzi, direi che gran parte del calcio lo è». Berlusconi regala un pensiero anche alla Nazionale italiana. «L’organico che andrà in Germania è competitivo, non creiamo alibi alla squadra».
Inevitabile, però, che l’attenzione torni a posarsi su Calciopoli. E in particolare sulla frase pronunciata da Moggi in un’intervista e poi smentita. Una battuta che suonava pressappoco così: «Maledetto il giorno che ho incontrato Berlusconi a Palazzo Grazioli». «Moggi mi è venuto a trovare nella sede di Forza Italia» racconta Berlusconi. «Abbiamo parlato delle intenzioni che aveva la terna della Juve, della loro possibile destinazione, Inter o Real Madrid. Moggi stesso ha smentito quella frase. Posso solo immaginare che la sinistra mi ha così in odio che tutto ciò che viene a contatto con me subisce lo stesso attacco di odio».
Per il leader di Forza Italia «ci devono essere le condizioni perché i campionati prendano regolarmente il via il 27 agosto. Per fortuna la giustizia sportiva è più veloce rispetto a quella ordinaria. Quanto è venuto alla luce fino a ora credo sia sufficiente perché la giustizia sportiva possa trarre delle conclusioni. Le regole ci sono, vanno applicate, non c’è bisogno di cambiarle». Rispondendo a una domanda sulla presenza di Diego Della Valle a Napoli alla manifestazione di chiusura della campagna elettorale di Clemente Mastella, lo scorso mese di aprile, Berlusconi non si sbilancia. «Non ho nulla da dire e non ho nulla di personale con nessuno. Auguro ai tifosi della Fiorentina di non avere delusioni. Il mio augurio viene dal cuore».
L’ultima battuta, inevitabile visto che l’intervista è a una radio napoletana, è proprio per la squadra partenopea. «Il Napoli in serie A? Sarebbe fantastico, sarebbe una cosa gradita a tutti gli italiani. Aspettiamo il Napoli tra un anno nella massima serie. Ho sempre detto che la serie A senza il Napoli non è la stessa. Il Napoli e i suoi tifosi sono necessari alla massima serie. E io sarò lietissimo di essere a Napoli a fare il tifo, tranne contro il Milan».