L’IRONIA CHE MANCA A «WILL & GRACE»

Will & Grace (martedì su Fox Life, ore 21,50) è una buona occasione per rivalutare il senso dell'umorismo di noi italiani rispetto al palato di bocca buona degli americani. Non che questa serie, di cui giunge ora sui nostri schermi la sesta ed ultima stagione, sia ovviamente un bluff. Ci sarà pure qualche valido motivo se è la sitcom che ha avuto più nomination agli Emmy Awards e se fior di artisti di Hollywood hanno sempre fatto la fila per una comparsata, da Demi Moore ad Andy Garcia, da Cher a Matt Damon, Sidney Pollack, Madonna, sino ad Alec Baldwin che ha fatto capolino nella puntata dell'altra sera. Eppure qui da noi, che pure ci cospargiamo il capo di cenere e ci sentiamo in colpa ogni volta che ridiamo per qualcosa che non abbia una griffe comica di particolare pregio, le freddure sfornate a ripetizione da questa serie, l'insistita caricatura della pasticciata convivenza tra l'avvocato gay Will Truman (Eric Mc Cormack) e l'architetto etero Grace Adler (Debra Messing), le smorfiette a getto continuo dei personaggi di contorno, le risate ossessive in sottofondo, il compiacimento di pubblco e critica per il massiccio rimpallo di doppisensi e per la situazione «politicamente scorretta», tutto questo ben difficilmente avrebbe avuto tanto successo. E comunque non in misura tale da reggere la stessa solfa per sei stagioni. Su Will & Grace, insomma, andrebbe fatta un bel po' di tara tenendo a mente che, se è vero che gli sceneggiatori americani sono mediamente di ottima scuola, hanno però il vantaggio di rivolgersi ad un pubblico che ride con molta facilità. Capita l'antifona, non è escluso che molti autori di sitcom d'oltre oceano adottino con opportuna scaltrezza il «metodo Will & Grace»: sfornata una battuta buona, si riposano poi nelle nove successive, tanto il pubblico ride lo stesso. Al successo in terra americana di questa serie ha contribuito in modo decisivo il gradimento della comunità gay, cui si è aggiunta la curiosità di veder trattata in chiave comica una situazione trasgressiva come la convivenza sotto lo stesso tetto di una coppia anomala, in una cornice di disinibizione fatta apposta per stuzzicare il tradizionale puritanesimo americano. Che da noi l'accoglienza sia stata più tiepida lo dimostra anche il fatto che latitino i gruppi di aficionados organizzati e i siti internet che si contano invece in numero maggiore in occasione di altre sitcom di ben minore successo. I due attori protagonisti se la cavano senza infamia e senza lode, non hanno compito facile nel dover reggere il ritmo incalzante e i dialoghi frenetici e soprattutto l'obbligo di essere spiritosi a tutti i costi, una delle caratteristiche a doppio taglio presenti in tutte le sitcom, e in questa in particolare.