L’«irritazione» delle banche italiane

Con un balzo dei titoli Pirelli e Telecom il mercato si avvicina al prezzo offerto dai due gruppi di tlc esteri

Milano - Difficile calcolare le reazioni delle banche alla mossa con cui Marco Tronchetti Provera ha presentato nel cda della Pirelli l’offerta di At&t e di America Movil per rilevare i titoli di Olimpia a 2,82 euro per azione. Ieri era il «day after» e i protagonisti della situazione hanno passato la giornata a misurare le possibili conseguenze.
In ogni caso la prima impressione è quella di una certa «irritazione», colta negli ambienti di Intesa Sanpaolo e di Mediobanca. «Si stava procedendo su un percorso condiviso - dice una fonte bancaria - e su varie ipotesi di intervento collettivo. Per cui questa soluzione improvvisa non è stata presa bene». Poco importa se nel consiglio di Pirelli (nel cui patto di sindacato siedono Mediobanca, Generali, Capitalia, FonSai) si sia raggiunta l’unanimità nel valutare positivamente l’offerta straniera: di fronte a 2,82 euro non si può certo non andare a vedere.
Per tutti questi motivi l’idea delle banche, e di Mediobanca (con Generali) in particolare (che è legata ad Olimpia da un patto di consultazione), è quella di prendersi ora tutto il tempo a disposizione prima di decidere se esercitare o meno il diritto di prelazione che renderebbe nulla l’offerta straniera (obbligando Mediobanca e Generali a comprare allo stesso prezzo come prevedono gli accordi). In altri termini aspettare fino al quindicesimo giorno dopo la scadenza della trattativa in esclusiva, fissata per fine mese. In realtà, una volta superato l’impatto del momento, è facile che Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, e Alberto Nagel, direttore generale di Mediobanca, si preparino a uno scenario differente, dialogando tra loro per mettere insieme una cordata alternativa. Certo per Generali, socio di Telecom con il 4%, sarà ben difficile spiegare ai suoi soci la strategicità di un investimento nell’ordine del miliardo di euro in titoli Telecom a 2,82 euro per azione.
La partita a scacchi comunque procede. Anche perché domani è l’ultimo giorno utile per presentare le liste dei consiglieri in vista dell’assemblea del 16 aprile che dovrà rinnovare il consiglio d’amministrazione. Nonostante le tensioni palpabili, nessuno sembra intenzionato ad andare alla guerra: la lista di Olimpia dovrebbe restare quella che si diceva, un elenco di 14 consiglieri (su 18) condiviso da Pirelli e dalle banche, con Guido Rossi presidente, Carlo Buora vice operativo, e Riccardo Ruggiero amministratore delegato. Gli altri 11 sarebbero Gilberto Benetton e Gianni Mion per Edizione Holding, Carlo Puri, Massimo Moratti e Claudio De Conto per Pirelli, Renato Pagliaro per Mediobanca, Giovanni Perissinotto per Generali, e quattro indipendenti. I rimanenti quattro consiglieri verranno dalle minoranze: probabilmente due per Hopa e due dai fondi. Salvo altre liste a sorpresa.
Lo scenario alternativo è quello, appunto, della guerra: la lista di Olimpia in assemblea potrebbe scontrarsi con un’ipotetica concorrente (che dovrebbe nascere tra oggi e domani, e avere anch’essa la terna di base Rossi-Buora-Ruggiero), magari presentata da chi al momento dimostri di avere anche solo la soglia minima richiesta dell’1% del capitale. Ma che poi risulti sostenuta dallo zoccolo di Mediobanca, Generali, Hopa, e Zaleski: quartetto oggi forte del 12%, ma che di qui all’assemblea potrebbe crescere rastrellando titoli in Borsa. Oppure anche senza lista: nessuno impedisce il formarsi di cordate alternative nelle prossime due settimane, che facciano vedere la loro forza solo al momento dell’assemblea del 16 aprile.