L’Islam cerca il dialogo con Ratzinger

nostro inviato a Vigevano

All’indomani della rissa che ha visto aggredito un operaio marocchino convertito al cristianesimo che aveva esposto la bandiera vaticana dal suo balcone, la comunità islamica di Vigevano scrive una lettera a Benedetto XVI proponendo «un percorso comune di comprensione e reciproco rispetto» finalizzato a «creare dovunque situazioni di pace e di convivenza, senza guerre e violenze». La missiva, che appare come una presa di distanza dall’aggressione, è stata consegnata ieri mattina al vescovado della città nel giorno dell’arrivo del pontefice. «Partecipiamo anche noi - scrivono i musulmani al Papa - alla gioia e alla festa di coloro che vedono in lei una grande e forte guida per la loro vita personale, sociale e religiosa». «Vorremmo anche noi esprimere - si legge ancora nella lettera - qualche desiderio: un mondo dove ci siano più giustizia, tolleranza, più capacità di accoglienza reciproca per creare dovunque situazioni di pace e di convivenza, senza guerre e violenze. Vorremmo che nonostante le differenze che ci distinguono e ci separano, ci fosse un percorso comune di comprensione e di reciproco rispetto». Nella missiva si ricorda l’«instancabile attività» di Ratzinger nel «promuovere, ovunque nel mondo, gli alti valori umani del diritto e della giustizia, soprattutto nei confronti dei più poveri e dei più deboli». «Riconosciamo - aggiungono - la sua sincera volontà di instaurare, anche con noi musulmani e con chi non appartiene alla Chiesa cattolica, un vero dialogo per una maggiore comprensione, partendo dalla comune fede in Dio, per arrivare agli alti valori condivisi che possono rendere migliore il mondo in cui viviamo».