L’Istat in ritardo: il nuovo paniere scopre i vecchi dvd

I calcoli sull’inflazione di gennaio sono stati fatti dall’Istat sulla base del nuovo «paniere» di beni e servizi valido per il 2009. Registrando, per la verità con un po’ di ritardo, le abitudini di spesa degli italiani, l’Istituto di statistica ha inserito nuove voci nel paniere: dalla chiavetta Usb, usata per trasferire i dati da un computer all’altro, ai prezzi dei netbook - i minicomputer portatili - fino ai costi della navigazione Internet da cellulare e i biglietti ferroviari acquistati online. Per la verità, specie per la chiavetta, non si tratta di novità. E che l’Istat sia perennemente in ritardo nell’inserimento delle nove voci nel paniere lo dimostra il fatto che solo quest’anno fa il suo esordio il film in dvd, prodotto il cui mercato è ormai in calo progressivo, soppiantato dalla tv satellitare. Del resto, la vecchia videocassetta era stata eliminata dal paniere soltanto nel 2007. Anche dal punto di vista alimentare, il paniere risulta un po’ antiquato: quest’anno vi sono stati inseriti il mais in barattolino - che da lunghissimi anni campeggia sugli scaffali dei supermercati - e la pasta base per pizze e dolci che viene interpretata, in chiave crisi, come alternativa più economica alla cena fuori in pizzeria. Aumenta inoltre il «peso» di abbigliamento e calzature, mentre diminuisce quello dei trasporti. Anche quest’anno, infine, i Comuni che partecipano alla raccolta saranno 84, ma con l’uscita di Salerno e l’ingresso di Teramo la copertura nazionale scenderà all’86,6%, anche a causa dei ritardi dei Comuni del Sud: nessun allarme, assicura però l’Istat, perchè con 413mila quotazioni di prezzo raccolte ogni mese l’Italia offre comunque un’indagine molto più accurata di quella degli altri Paesi europei.