L’istituto ristrutturato ma gli "scricchiolii" erano rimasti

L'ultimo sopralluogo dei tecnici risale a venti giorni fa. Ma la Procura esamina il certificato di idoneità storica: è fermo al '74

Ora lo giurano tutti: nessun segnale visibile che facesse presagire la tragedia, che mettesse in allarme. Non una crepa, un cedimento. «Altrimenti saremmo intervenuti subito», si difendono la preside del liceo Darwin di Rivoli, Maria Torelli, e Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino, che è l’ente proprietario dell’edificio. L’ultimo sopralluogo tecnico risale a una ventina di giorni fa. Se c’erano scricchiolii, evidentemente nessuno si è preso la briga di notarli.
Ma un ragazzino che muore in classe schiacciato dal soffitto non si può archiviare solamente come una tragica fatalità. Siccome non c’erano segnali visibili di cedimento, a nessuno è mai venuto in mente di guardare oltre quella controsoffittatura degli anni Trenta, fatta di lastre di laterizio spesse e pesanti «come non se ne usano più da tempo in edilizia», spiegano gli esperti dei vigili del fuoco. E nessuno ha mai pensato di dare un’occhiata al tubo di ghisa inattivo che stava nella pancia del soffitto, sospeso a un metro di altezza grazie una a selva di tiranti che ieri hanno ceduto contemporaneamente, «forse marciti o aggrediti dalla ruggine». L’orrore è arrivato senza preavviso. E adesso sarà la Procura a guardare oltre. «La legge 81 del 2008 impone ai presidi di redigere un documento di valutazione del rischio degli edifici scolastici ­ spiega il procuratore aggiunto Raffaele -, dopo l’incidente al liceo Darwin abbiamo acquisito tutte le carte, nei prossimi giorni le analizzeremo per scoprire quali interventi fossero necessari e quanti siano stati in effetti compiuti».
Guariniello ha affidato una perizia a un pool di architetti e ingegneri del Politecnico di Torino, specializzati in crolli, esperti con cui aveva già lavorato in passato. «Sarà una perizia ad ampio spettro ­ promette il magistrato - e comprenderà anche una valutazione statica dell’edificio». Per quello la scuola deve avere un apposito certificato di idoneità che è finito nel faldone della Procura. «Il documento di valutazione dei rischi lo avevamo completato ­ assicura Paolo Pieri, ingegnere e consulente della direzione scolastica dal 2005 fino a qualche mese fa -, il certificato di idoneità statica è invece di competenza dell’ente proprietario, anche se la dirigenza scolastica avrebbe il dovere di richiederlo». C’è il rischio che quel documento non sia mai stato aggiornato da quando l’edificio, costruito come seminario, venne destinato a ospitare il liceo. Era il 1974.
Sull’argomento la Procura tace: «Abbiamo sequestrato i documenti, ci vuole il tempo per analizzarli». Intanto monta la rabbia tra i compagni di scuola dei ragazzi coinvolti nella tragedia. Addirittura in un blog un allievo del Darwin accusa la scuola di aver preferito spendere i soldi per un televisore al plasma per la sala professori piuttosto che preoccuparsi della sicurezza dell’edificio. Anche in Provincia c’è polemica sui fondi destinati dalla giunta di centrosinistra all’edilizia scolastica, ridotti, secondo l’opposizione, rispetto agli anni scorsi. «Abbiamo rispettato la legge, finanziato i lavori di manutenzione, creato un’anagrafe degli edifici che ospitano scuole, ma ­ assicura l’assessore competente Umberto D’Ottavio - la normativa non prevede una verifica statica». Qualcuno dovrà spiegare la normativa anche ai genitori di un ragazzo morto.