L’ITALIA AI PIEDI DEL RAGIONIER SEPPI

Miracolo a Torre del Greco: un campo di calcio trasformato in un Roland Garros

Lea Pericoli

da Torre del Greco

«La favola diventa realtà sul campo che non c’era». Potrebbe essere il titolo di un racconto tennistico in cui hanno creduto i coraggiosi organizzatori di Torre del Greco. Uomini che hanno voluto portare in un luogo così piccolo un evento tennistico tanto importante. In tempi record su un campo di calcio è stato costruito un Centrale con i suoi 4.500 posti. Ma per raccontare una favola occorrono altri ingredienti. Occorre fantasia, occorre ottimismo, occorrono sogni o addirittura miracoli. E, i napoletani, con la complicità di San Gennaro, ce l’hanno fatta.
Al termine della prima giornata, nello spareggio di Coppa Davis, tra Italia e Spagna, gli azzurri sono rimasti aggrappati ai loro fortissimi avversari, infatti il punteggio è di 1-1. Andreas Seppi opposto a Juan Carlos Ferrero (trionfatore a Roland Garros nel 2003, con 19 tornei vinti in carriera, 17 dei quali sulla terra battuta) dopo essere stato sotto di 2 set ha portato a casa il match al quinto, al termine di quattro ore e 13 minuti di gioco. Una impresa impossibile in cui, all’infuori di alcuni improbabili tifosi, nessuno credeva. Seppi, nella prima partita ha sprecato molte occasioni. Non ha saputo mantenersi in testa, nonostante il vantaggio di 3 giochi a 2, con il servizio a disposizione. Nel secondo non ha approfittato di 7 palle break. Morale, dopo circa 2 ore, lo score si era trasformato in una voragine incolmabile: 7-5, 6-3, in favore dello spagnolo.
Il pubblico cominciava a non crederci. Francamente anch’io non ci credevo: «Troppe occasioni mancate - dicevo al mio amico Pietrangeli - ormai il compito di Seppi è peggio di una traversata nel deserto». Più fatalista, lui guardava il Vesuvio e ribatteva: «Non si sa mai. Siamo a Napoli. Affidiamoci a San Gennaro!» Da quel momento la partita è girata. Seppi ha cambiato marcia. Ha portato a casa il terzo per 6-0 e il quarto per 6-3. Nel quinto, il match è rimasto in bilico su 2 palle del 3-1, per Ferrero. Ma dal 2 pari in avanti l’azzurro è diventato padrone di una sfida che si è conclusa per 6-2. Molti scriveranno che ha perso Ferrero. Io sono dell’avviso che ha vinto Seppi. E, sono felice per lui, per la squadra, per Torre del Greco che ci ha creduto e che lo merita.
Non potevamo pretendere che Bracciali battesse Nadal. «Il Fenomeno» ha regalato una esibizione di prodezze tennistiche, troppo violente per i nobili gesti del nostro giocatore. Per Daniele si è trattato di una onesta difesa che si risolta in tre set: 6-3,6-2,6-1. Il nostro «ragazzo dal braccio d’oro», che ha lottato per 2 ore e 17 minuti, oggi cercherà di rifarsi in doppio in coppia con Giorgio Galimberti contro Nadal e Feliciano Lopez. È ovvia a questo punto l’importanza del doppio che si trasforma nel punto determinante. A questo proposito Nadal ha detto: «L’Italia nel doppio è favorita perché gioca in casa». E, parlando di Seppi che incontrerà domenica ha avuto parole lusinghiere: «Ha dimostrato di essere un giocatore di livello mondiale, capace di battere chiunque». Se Seppi è stato capace di battere Ferrero perchè non potrebbe farlo anche Bracciali? Questa diventa la domanda che si pongono in molti.
Appare chiaro che dalla visione catastrofica della vigilia siamo passati a una fase di eccessivo ottimismo, comunque il sogno di arrivare a domenica si è avverato. Ieri avevo chiesto al dio del tennis la concessione di affrontare il nemico con dignità. Lui ci ha offerto di più. L’antico amore per il gioco mi lascia con l’amaro in bocca quando penso a Filippo Volandri. E non vorrei essere nei suoi panni. Bello, talentuoso, giovane, che per una ingiustificata richiesta di denaro non è stato convocato. Seguire i propri compagni davanti a un televisore, anziché aiutarli in un’impresa titanica, deve esser molto imbarazzante.
Risultati. Seppi-Ferrero 5-7, 3-6, 6-0, 6-3, 6-2. Nadal-Bracciali: 6-3, 6-2, 6-1. Oggi il doppio: Bracciali e Galimberti - Lopez e Nadal.