L’Italia aveva valide attenuanti per sforare il Patto di stabilità

Sì alla procedura ma possibile proroga per il rientro sotto il 3%

da Roma

Si aprono spiragli interessanti per l’Italia nella riunione del comitato Ecofin dedicata alla procedura per deficit eccessivo, lanciata dalla Commissione, nei confronti del nostro Paese. Gli sherpa (i rappresentanti) dei ministri finanziari - i quali si riuniranno in consiglio Ecofin il 12 luglio prossimo - riconoscono infatti al governo italiano diverse attenuanti per aver superato, nel 2003 e nel 2004, il tetto del 3% nel rapporto deficit-Pil.
Il comitato Ecofin, pur accogliendo sostanzialmente la richiesta della Commissione, accetta alcune delle controdeduzioni presentate dal nostro ministero dell’Economia. In particolare, si riconosce che la bassa crescita economica registrata nel quarto trimestre dell’anno scorso (-0,4% del Pil, secondo l’Istat) rappresenta una attenuante di non poco conto, visto che il disavanzo 2004 è valutato fra il 3,1% (Eurostat) e il 3,2% (Istat) del Pil. È chiaro che una brusca frenata dell’economia può aver avuto un impatto sensibile sul deficit. Inoltre, gli sherpa riconoscono che il 2004 ha fatto segnare anche la chiusura del capitolo delle misure una tantum che la Commissione aveva sempre criticato. Infine, l’Italia ha contestato duramente il cambiamento delle regole in corsa, per quanto riguarda la contabilizzazione degli investimenti Anas e Fs.
La riunione del comitato si è conclusa senza un documento finale, che sarà stilato nel corso di un nuovo incontro. Il parere sarà poi esaminato di nuovo dalla Commissione, che confermerà la richiesta di procedura nei confronti dell’Italia. Le circostanze attenuanti, riconosciute dagli sherpa, potrebbero tuttavia rendere più morbida la decisione sui tempi di rientro dall’extra-deficit. Saranno i ministri finanziari, riuniti l’11 luglio in Eurogruppo (i Paesi a moneta unica) e il giorno successivo in Ecofin (tutti i 25 soci del Club Europa) a prendere la decisione.
La Commissione, come ha detto più volte il responsabile dell’economia Joaquin Almunia, è convinta che si debbano prendere misure sul «caso Italia». Si tratta, tra l’altro, della prima decisione dopo la modifica applicativa del Patto di stabilità. Il fallimento del vertice europeo di Bruxelles, insieme con i malumori diffusi fra i cittadini di Eurolandia, potrebbero tuttavia consigliare molta prudenza ai ministri finanziari dell’area euro e dell’intera Europa.