L’Italia batte il Giappone ma si nasconde

Richiesta l’archiviazione in sede penale, ma resta nel mirino della procura antidoping

da Saint Vincent

Alla prima uscita l'Italia del rugby gioca a nascondino. Assolve la pratica Giappone, liquidando i samurai di John Kirwan con un secco 36 a 12 ma paga in qualità. Si fa sentire il lavoro sulle gambe degli azzurri. Bene in partenza con l'uno-due di Stanojevic e la zampata di Robertson, poi qualche amnesia per eccesso di zelo. Fuori dal copione, l'Italia rischia di perdersi in un bicchiere d'acqua. Il Giappone la mette sul fisico. Accorcia con Nishiura sugli sviluppi di una rolling maul, poi nella ripresa va a segno con Lo Cicero e Mauro Bergamasco a chiudere un secondo tempo segnato dalla bella meta di Makiri ma anche da qualche amnesia azzurra.
Ci sono le attenuanti per una squadra ancora in rodaggio che venerdì sale a Belfast per l'ultima prova generale prima del debutto iridato dell'8 settembre contro gli All Blacks. Berbizier resta coperto. Giocate semplici contro il Giappone, limitate all'essenziale senza dare punti di riferimento agli avversari che incroceremo alla coppa del mondo. Non si può rischiare. È piaciuto invece il Giappone cui non è mancata l'aggressività. Vecchia scuola Kirwan, paradossalmente con gli stessi difetti dell'Italia di quattro anni fa.