L’Italia che vede un futuro in rosa non aveva ancora visto la manovra

Un intervistato su 3 convinto di arricchirsi. Ma le domande sono state poste due giorni prima della «stangata»

da Roma

Un italiano su tre si attende, quest’anno, un miglioramento della propria situazione economica. Finalmente una buona notizia, si direbbe, dall’indagine commissionata dall’Acri (l’Associazione delle Casse di Risparmio e delle Fondazioni bancarie italiane) alla Ipsos, alla vigilia della Giornata mondiale del risparmio. «Dopo la sensazione di rapido e progressivo peggioramento avvertita nei primi anni 2000 e una sorta di stabilità registrata nel 2005 - si legge nella nota dell’Acri che sintetizza la ricerca - l’indagine 2006 registra l’attesa degli italiani di un possibile miglioramento futuro della propria condizione economica, anche se quasi la metà del Paese si considera ancora in una situazione insoddisfacente».
Il 2006 sembrerebbe dunque l’anno della svolta, in coincidenza con il cambio di governo. Mentre Roma è invasa da pensionati che protestano da sinistra e artigiani e commercianti che protestano da destra (nulla di politico, è solo un modo di dire), il presidente dell’Acri Giuseppe Guzzetti registra «nel Paese un clima più positivo che nel passato riguardo alla possibilità di ripresa economica. Si tratta - aggiunge - di un’occasione che non va persa».
Sembra che la Ipsos di Nando Pagnoncelli abbia fotografato un altro Paese, non l’Italia delle mille proteste contro la manovra economica del governo, le tasse, i ticket sanitari, e via dicendo. Possibile che tutti gli economisti, critici con Prodi e Padoa-Schioppa, abbiano sbagliato? La risposta c’è, ed è nascosta nella «nota informativa obbligatoria» che accompagna la ricerca: il sondaggio è stato effettuato il 28 settembre, due giorni prima del varo della Finanziaria.
Che tempismo. Con oltre un mese a disposizione, si è scelto di sondare gli italiani prima della stangata, e non dopo. Certo, i giornali avevano pubblicato diverse anticipazioni, ma come paragonarle con l’impatto devastante del testo vero e proprio? Sarebbe divertente rivolgere le stesse domande oggi agli stessi italiani: forse di «miglioramento della propria situazione economica» non avrebbe parlato più nessuno. Lo stesso Pagnoncelli, quattro giorni fa alla presentazione del libro L’elettore difficile, ha detto esplicitamente, riferendosi alle reazioni degli italiani alla Finanziaria: «Non ho mai visto un calo di fiducia così repentino nell’arco di due mesi, due mesi e mezzo».
Allora, prevale la sfiducia o la fiducia? Attendiamo di sapere qualcosa di più, oggi, proprio nel corso della cerimonia per la Giornata del risparmio. Sono attesi gli interventi di Tommaso Padoa-Schioppa e, soprattutto del governatore della Banca d’Italia Mario Draghi. Fra i due, raccontano, sarebbe calata una certa freddezza dopo le critiche espresse da Draghi alla Finanziaria nell’audizione parlamentare di metà ottobre. Ma, come ha dimostrato la ricerca dell’Acri, nulla in Italia è scontato: fiducia e sfiducia sono termini relativi, come freddezza e calore.