L’Italia chiude il girone in bellezza

Subito in vantaggio sulle Far Oer grazie a un autogol, gli azzurri segnano poi con Toni e Chiellini. Nella ripresa mollano e subiscono anche una rete. Donadoni:<strong><a href="/a.pic1?ID=222307" target="_blank"> &quot;Il mio contratto? Non mi interessa&quot;</a></strong>

Modena - Consoliamoci così: Italia prima, Francia seconda. Se conta qualcosa la classifica finale del girone di qualificazione, ecco la risposta ai veleni e alle battute di Domenech. Donadoni non si diverte molto nella circostanza. E non tanto perché qualcuno, a giusta ragione, ironizza sulla sua intervista a Petrus nella quale si presenta al pari di papa Benedetto XVI arrivato dopo Giovanni Paolo II, o perché da Abete, il presidente federale, arriva un rinvio a data da destinarsi della questione contratto. No, questa volta i conti sono in rosso per via delle performances di alcuni giovanotti attesi come Palladino e Amelia, e la resa di altri «tedeschi» come Perrotta e Iaquinta. Per non parlare del finale in tono dimesso. Si diverte invece il pubblico di Modena, con la ola, si diverte la comunità degli isolani del nord qui numerosa e gioiosa grazie al golletto del loro connazionale e perciò sembra una festa completa. La verità proveniente da Modena è una sola: dietro i 15-16 titolari del gruppone dei mondialisti, non ci sono autorevoli candidature.

Non serve la frenesia di Oddo, non serve la tigna di Toni, non serve nemmeno la geometrica esibizione di De Rossi per mettere in ginocchio gli isolani. Basta la pazienza delle grandi squadre che sanno di esser persino troppo forti rispetto ai rivali e aspettano che maturi l’occasione giusta. Così capita all’ultima Italia di Donadoni targata 2007 (ci rivediamo il 6 febbraio, contro l’Olanda) di impiegare dieci minuti appena per trovare il primo varco (uno-due tra De Rossi e Oddo, cross velenoso deviato da Benjaminsen). Da quel momento non c’è più cronaca, la sfida s’indirizza verso lo sbocco inevitabile.

Sarebbe curioso il contrario, come il risicato 1 a 0 dell’under sui pari età Far Öer. Gli altri due petardi del primo tempo consentono a Toni (destro al volo nell’area) di realizzare il suo piccolo sogno (gol nella sua città con la casacca mondiale della Nazionale) e a Chiellini (sinistro feroce dal limite dopo una volata di 25 metri) di far sapere che il suo sinistro può riservare qualche gradita sorpresa. Non è molto esaltante lo spettacolo e la spiegazione è quasi banale: giocare contro un avversario molto più debole, neanche un punto alla fine del girone, si procurano il brivido di un gol annullato per una spinta su Chiellini, racchiude più di una difficoltà. In verità lo schieramento utilizzato da Donadoni non sembra fatto apposta per esaltare le virtù di alcuni azzurri: Iaquinta pare mortificato all’ala destra, Perrotta in ritardo di condizione dietro le punte. Luccica Ambrosini, si mette in rilievo per mezz’ora Palladino, risulta preda di una involuzione Grosso.

Il largo vantaggio all’intervallo procura, nella ripresa, un calo di tensione, vistoso nel finale della frazione. Le Far Öer, infatti, colgono il golletto della bandiera con Rogvi Jacobsen, autore all’andata di un’altra puntura, e poi s’infrangono contro il palo di Amelia scheggiato da Thorleifsson. Responsabilità evidente dell’attenzione dedicata da Amelia, il portiere, e Bonera, sostituto di Cannavaro, il capitano, alle vicende difensive. Di sicuro si tratta di una risposta insoddisfacente e proprio da parte della panchina che ha rare occasioni per mettersi in mostra. Forse, nel caso di Amelia, è il caso di retrocederlo a terzo portiere della spedizione e di recuperare Abbiati per il viaggio della prossima estate. I cambi decisi da Donadoni (Gilardino, Bonera e Quagliarella) segnalano altri problemi nel preparare la lista dei 23.