L’Italia conquista i mercati: Piazza Affari vola

Milano Dieci ore di negoziati, conclusi a notte fonda, per raggiungere l’intesa sul taglio del 50% del debito greco e sulla mobilitazione di 1.000 miliardi da parte del fondo Salva-stati (Efsf). Un accordo scaccia-crisi, assist perfetto subito sfruttato ieri dalle Borse per mettere a segno rialzi su rialzi, superiori anche ai cinque punti percentuali a fine seduta, e far scendere la febbre da spread. Ma senza le misure di stimolo alla crescita presentate dal governo italiano, che subito hanno incassato l’apprezzamento di Bruxelles, probabilmente la reazione degli investitori non sarebbe stata la stessa. Provvedimenti insufficienti avrebbero invece fatto mancare all’euro zona un tassello fondamentale nell’azione di contrasto alla crisi del debito sovrano.
Tutti, dall’Italia fino a Francia e Germania, sembrano aver fatto per bene i compiti. E, finalmente, il campo è stato ripulito dalle scorie dell’incertezza. Ecco una chiave per capire l’euforia dei mercati e la discesa del differenziale Btp-bund a quota 366. Corroborati dall’espansione del 2,5% del Pil Usa nel terzo trimestre (+3% Wall Street a un’ora dalla chiusura), ecco i titoli bancari sopra tutti dall’alto del +8% strappato dal sottoindice del comparto. Quasi una resurrezione generalizzata, nonostante i 106 miliardi di euro che dovranno essere reperiti per rinforzare gli argini patrimoniali. E malgrado sia stata accettata dalle banche una riduzione del 50% del valore nominale dei bond greci, pari a circa 100 miliardi di euro, per consentire ad Atene di abbattere il debito pubblico di Atene al 120% nel 2020, contro il 160% attuale. In cambio, i Paesi dell’eurozona offriranno ai privati garanzie per 30 miliardi. Il volo di Intesa SanPaolo (+10%) e Unicredit (+7,5%), unito al rally delle altre banche tricolori, ha permesso a Piazza Affari di strappare un ottimo +5,5%, meglio di Francoforte (+5,35%) ma peggio di Parigi (+6,3%), dove guadagni a doppia cifra dei bancari hanno fatto la differenza.
Ciò che ha probabilmente rassicurato gli investitori è stata la decisione di quintuplicare la potenza di fuoco, fino a 1.000 miliardi, del fondo salva-Stati attraverso due strumenti: la concessione di garanzie fino al 20% per le emissioni di titoli di debito dei Paesi sotto attacco; la creazione di uno o più fondi ad hoc sotto l’ala dell’Efsf per attrarre gli investimenti internazionali.