«L’Italia è contro la sua esecuzione»

da Roma

Il governo italiano esprime «la ferma contrarietà alla pena di morte dell’ex raìs». Sollecitato dai Verdi, ma non solo, Romano Prodi ha dettato ieri con un comunicato da palazzo Chigi la posizione ufficiale del suo esecutivo sulla pena capitale per Saddam Hussein. Prodi non ha chiarito che non vanno sminuiti «i crimini di cui si è macchiato Saddam Hussein e la ferocia con cui ha gestito il potere durante il regime», ma «l’Italia - ha aggiunto - è contraria alla pena capitale, sempre e comunque».
È contraria alla pena di morte per Saddam Hussein la sinistra, ma anche il centrodestra condanna, tranne alcune eccezioni. Quella che ha avviato ieri Marco Pannella è però una vera e propria battaglia politica, in stile radicale: lo sciopero della fame e della sete per Saddam. Nella sede dei Radicali Italiani di via di Torre Argentina è stata appesa una gigantografia dell’ex rais con la collaborazione di Nessuno tocchi Caino. Sotto, la scritta: «È omicidio uccidere un omicida?». Pannella per tutto il giorno ha spiegato «la nuova perversione radicale»: «L’estremo grido di speranza - ha chiarito - rivolto a un mondo che non voglia il trionfo della guerra».
Già tempo fa il leader radicale si era autocandidato come inviato del governo italiano per evitare la condanna a morte di Saddam nel processo a suoi carico. E anche ieri ha detto di aspettarsi «dal governo che mi chiedano di aiutarli a realizzare un obbiettivo che dicono essere il loro: l’Italia e la Ue sono contrari alla pena di morte». «Viva Saddam, Saddam viva!», è il suo nuovo slogan.
Ma la pena di morte all’ex presidente iracheno non è solo argomento radicale. Se n’è parlato anche in consiglio dei ministri. Il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio ha preteso un intervento diretto di Romano Prodi: «Ho chiesto al presidente del consiglio che il governo italiano e la comunità europea lavorino per evitare che Saddam diventi un martire». Richiesta soddisfatta. Ma sempre dai Verdi, il sottosegretario all’Economia Paolo Cento chiede anche «la convocazione di un consiglio dei ministri straordinario perché si approvi un ordine del giorno contro la pena di morte». A Roma il Comune illuminerà il Colosseo.
È uno «sciopero dietetico dopo i bagordi natalizi» quello di Pannella, risponde il capogruppo Udc alla Camera Luca Volontè. E c’è ipocrisia nel centrosinistra, aggiunge: «Per Saddam la grazia, per gli embrioni il frullatore europeo. Complimenti al governo Prodi e ai suoi alleati». Nel centrodestra la linea è in ogni caso di condanna. Per il presidente della Lombardia Roberto Formigoni l’impiccagione di Saddam sarebbe «un grave errore politico», perché «ulteriori elemento di destabilizzazione». «Non si costruisce una nuova democrazia con le impiccagioni», chiarisce il presidente dei senatori di An, Altero Matteoli. «La vendetta non è la misura della giustizia», aggiunge Alfredo Biondi di Forza Italia.
Ma sono in tanti, «tantissimi», che «non vedono l’ora che penda da una forca per pagare davanti a Dio», sostiene invece il senatore di An Nino Strano. Saddam Hussein «deve pagare con la vita» perché così è per chi «ha cancellato dei popoli e ha tolto la vita», sostiene anche il vicepresidente del Senato, il leghista Roberto Calderoli. Questo perché «lo prevede la legislazione» irachena, e quella «di molti Paesi musulmani».