L’Italia dei cannonieri un tesoretto per il ct

Sono 129 i gol realizzati dagli attaccanti azzurri in questa stagione. Toni scaramantico: &quot;Spero ne siano rimasti per l'Europeo&quot;. Intanto lo spot tedesco col l'attaccante del Bayern <strong><a href="/a.pic1?ID=264557">paragonato a un mafioso</a></strong> non turba il bomber della Nazionale

Firenze - Centoventinove gol. Un “tesoretto” prezioso portato in dote dai sei attaccanti azzurri convocati da Donadoni. Tutti in doppia cifra alla fine della stagione. Solo i due capocannonieri (Toni in Bundesliga e Del Piero in serie A) hanno realizzato 66 reti – 42 per l’attaccante del Bayern, 24 per Pinturicchio -. Poi ci sono i 21 di Di Natale, ben distribuiti tra campionato, coppa e azzurro (3 come Toni), i 19 di Borriello, i 13 di Quagliarella e i 10 del “redivivo” azzurro Cassano. E pensare che è rimasto a casa uno come Pippo Inzaghi, arrivato a quota diciotto, con alcune reti pesanti anche a livello internazionale. Numeri da far paura alle altre nazionali.

«Spero solo che noi attaccanti non abbiamo esaurito tutti i gol e di averne qualcuno in serbo per l’Europeo», scherza Luca Toni, che ieri ha festeggiato 31 anni. Un’annata strepitosa. Un’annata da Pallone d’Oro. «Lo meriterebbero di più Cristiano Ronaldo e Messi e se io smetto di segnare chi mi vuole più…? I miei sono bei numeri, ma anche quelli di Del Piero e Borriello, ai quali faccio i complimenti per la bellissima stagione». Quest’ultimo è la prima riserva dell’attaccante modenese. È lo stesso bomber del Genoa ad ammettere di conoscere bene le gerarchie: «Per me è già un sogno essere qui, è la ciliegina sulla torta di una grande annata – dice Borriello -. Il Milan? Potrei tornarci, ma non per fare la quinta punta. In questa stagione ho dimostrato che posso essere protagonista. Mi dispiace per Inzaghi, ha dato tanto al calcio italiano, ma chi è qui non ha rubato nulla».

Donadoni per ora resta ancorato all’ipotesi tridente. «Basta che io ci sia dentro…», è la battuta di Toni. In realtà il posto dell’attaccante del Bayern è quello più blindato. Era già il centravanti della nazionale campione del mondo, figuriamoci adesso: «Se qualche anno fa mi avessero detto che avrei passato il giorno del mio compleanno nel ritiro della Nazionale in vista degli Europei, non ci avrei creduto. Sono carico, rispetto all’anno del Mondiale, dove avevo tantissime pressioni addosso visto che era la mia prima grande manifestazione, mi sento più sicuro e più forte. Fare il bis sarebbe fantastico, l’impresa è riuscita solo alla Francia. Un gol vorrei segnarlo, ma la priorità è alzare la Coppa, vogliamo essere nella storia».

L’attaccante non usa giri di parole per definire il clima all’interno del gruppo: «C’è armonia, voglia, fiducia. Ma ci aspettano tutti al varco proprio perché siamo campioni del mondo. Il girone è difficilissimo: l’Olanda è tra le più forti in assoluto, la Romania è lì perché lo merita. E l’ho già detto anche al mio amico Ribery, spero di arrivare all’ultima partita contro la Francia senza aver bisogno di punti. Franck è matto, ma soprattutto è un grande giocatore, può fare la differenza

E come lui Mutu. Con Adrian continuiamo a sentirci spesso, gli auguro di fare un grande Europeo». A proposito di giocatori estrosi, inevitabile coinvolgere Cassano: «Antonio è tra i più disciplinati. L’ho trovato sereno, determinato. Sa che qui si gioca tanto e non è uno stupido». Il futuro di Toni è in Germania almeno per l’anno prossimo: «Avevo provato a portare Gattuso al Bayern, ma è andata male… L’esperienza dell’Uefa a Monaco mi ha fatto crescere anche se noi e la Fiorentina ci siamo un po’ gufati a vicenda con la storia della finale. E ora giocherò la Champions. Spero che in futuro una società italiana possa riprendermi, ho fatto 91 gol nel campionato di casa nostra e mi piacerebbe arrivare a 100…».