L’Italia dei valori: «L’Ulivo ci vuole screditare»

(...) Invischiati nei ritardi c’erano anche l’Udc e i Comunisti Italiani, ma è dalle piccole liste che sono arrivate le proteste più accese: «C’è stata una disparità di trattamento: chi ha potuto presentare il materiale entro le 12, come prevede la legge, ha avuto più tempo per correggere eventuali errori» protestano Alessandro Casareto della Dc di Rotondi e Federazione pensionati.
Per i funzionari dell’ufficio anagrafe sono stati due giorni di fuoco. «Venerdì, primo giorno di ritiro del materiale, abbiamo finito a mezzanotte» raccontava alle 13 di ieri un funzionario. Il clima, davanti al suo ufficio, è teso. «Ci hanno fatto consegnare il pacco con le 500 firme, la lista dei candidati, il programma e il resto del materiale - si arrabbia il Movimento indipendentista ligure-. È stato sigillato e ci hanno hanno dato una ricevuta, che non dice però che cosa conteneva!». Rita Erba il pacco non l’ha nemmeno consegnato: «Mi hanno rubato la borsa con le ultime firme, mi fanno la guerra in tutti modi» urla nel corridoio. «Ricorsi? Mi stupirei se nessuno li presentasse - sorride Angelo Riccobaldi di Forza Nuova-. Ho fatto tutto venerdì, ora mi godo lo spettacolo». Sotto accusa finisce il Comune. «Dovevano prevedere il caos. I funzionari controllano i documenti alla consegna del pacco, servono due ore a lista!». Le cose da verificare sono molte: «Solo noi di Italiani nel mondo, correndo per Consiglio comunale e Circoscrizioni, abbiamo 185 nomi in lista...» racconta Enrico Sivori. Alla fine, alle comunali correranno 24 liste collegate a 6 candidati sindaco.
È polemica, poi, fra l’Italia dei valori e Gianfranco Tiezzi, assessore all’Anagrafe di Tursi e candidato dell’Ulivo. Il movimento di Di Pietro lo accusa di aver diffuso la notizia della firma di un morto fra quelle presentate dal partito per la Provincia. «Questo deve far riflettere sulle regole di ammissione alle elezioni e sulla proliferazione dei piccoli partiti che giocano a prendere voti fra gli elettori indecisi e meno informati» ha detto Tiezzi. Replica l’Italia dei valori: «L’assessore dimentica, con indiscutibile faccia di bronzo, che nel suo “grande” partito, la Margherita, si è provveduto anche a tesserarli i morti! Ci stupisce che la notizia della firma sia stata diffusa prima che si concludesse la ricezione degli atti. È evidente l’intenzione di screditare il nostro partito che ha presentato firme valide in numero superiore al necessario».