L’Italia dei valori a Padova sale sul palco con An

da Roma

Nel giorno degli imbarazzi e delle commemorazioni separate, a Padova va in scena una manifestazione «anomala». An e Italia dei valori si ritrovano insieme per ricordare i soldati morti nell’attentato di Nassirya. E danno vita all’unica vera celebrazione «bipartisan» di un lutto che pure ha unito profondamente tutti gli italiani.
Il piccolo miracolo si realizza grazie a una iniziativa di Alleanza nazionale. I parlamentari Andrea Ronchi, Adolfo Urso, Filippo Ascierto e Maurizio Saia accolgono sul palco il capogruppo dell’Italia dei valori, Massimo Donati che prende la parola per sottolineare come «in un momento di commozione come questo non possano esserci faziosità o divisioni. La commemorazione, anche se organizzata da An, è per sua natura priva di colore politico. Sono qui senza il minimo imbarazzo. Vedere oggi le bandiere di An per me è un po’ come vedere le bandiere mie e di tutta l’Italia». E poi, in relazione all’aggressione subita da Ascierto e dal padre di Matteo Vanzan picchiati da un gruppo di Disobbedienti, Donati aggiunge: «È un atto indecente. Troppe volte il centrosinistra ha chiuso un occhio o tutti e due».
Andrea Ronchi ringrazia Donati e mette nel mirino Fausto Bertinotti per il quale i nostri ragazzi «non sono morti per una missione di pace». «Ci ha fatto male come italiani il corto circuito istituzionale creato dalle sue parole. Presidente, non è più il segretario di Rifondazione, è una carica istituzionale: questi ragazzi erano anche figli suoi, che con il Tricolore in mano difendevano anche la nostra libertà» stigmatizza il portavoce di An. Poi l’affondo finale contro «l’illegalità legale» dei centri sociali. «In tutto il Nord ci sono minacce e aggressioni agli uomini della destra. I centri sociali dove viene alimentata la violenza devono essere chiusi. Amato mi ha assicurato l’attenzione verso questo problema ma sono preoccupato dall’ala massimalista della coalizione che consente a questi signori quella che io chiamo illegalità legale. Chiedo ad Amato e al viceministro Minniti di dare un’inversione culturale a questa illegalità legale che sta diventando sempre più vasta».