L’Italia e gli inglesi, 6 partite 0 gol

Inghilterra-Italia 8-0. In sei sfide le squadre d’Oltremanica non hanno lasciato nemmeno le briciole ai nostri club nella fase finale di Champions. E hanno bissato il risultato della passata stagione (tre club in semifinale) con le stesse protagoniste: il Manchester di Sir Ferguson, mai per due anni di seguito fra le prime quattro; il Chelsea della nuova era Grant, che ha festeggiato con un mega-party senza fidanzate fra karaoke, fiumi di vodka e champagne; il Liverpool di Rafa Benitez, a caccia della terza finale in quattro stagioni.
E le nostre? Scomparse prima che arrivasse il bello (non accadeva dal 2004). Applausi alla Roma, ai quarti per due volte di seguito ma sfortunatissima nel sorteggio e ancora non matura per sfide di così alto livello. Rammarico per l’Inter - che dal 2003 continua a uscire con così largo anticipo - e per il Milan, dopo tre semifinali consecutive (e due finali con alterni risultati): se avessero potuto affrontare Liverpool e Arsenal con tutti gli effettivi al top della forma, forse poteva andare diversamente.
E i bookmakers inglesi già pronosticano una finale tutta british, con lo United (quotato 7 a 4) favoritissimo per il successo a Mosca. A fare da quarto incomodo, nel ruolo che fu dei rossoneri di Ancelotti l’anno scorso, il Barcellona dell’ex milanista Rijkaard. E proprio i «blaugrana» saranno l’avversario degli uomini di Ferguson, che al Nou Camp vinsero nel ’99 la loro seconda coppa dalle grandi orecchie. «Il Manchester è una grande squadra, Cristiano Ronaldo sta vivendo una stagione fantastica, ma non partiamo battuti», getta il guanto di sfida l’ex Arsenal Henry.