L’Italia fa le prove: chiede l’Europeo under 21

Ci risiamo. Con l’under 21 finalista ai prossimi europei, conquistati cinque volte nelle ultime sette edizioni. Cominciò Cesarone Maldini, c’è riuscito anche Claudio Gentile che non può certo essere considerato un maestro del bel calcio e della ricerca dello spettacolo. Ma se contano i fatti, nel calcio, questi sono ossessivi in proposito. E sfatano anche le leggende metropolitane secondo cui l’invasione degli stranieri, modesti quando non risultino «pipponi», è un attentato alla bontà del vivaio nazionale. Anzi, spesso l’under 21 è l’unica passerella a disposizione di qualche giovane talento ignorato dalla Nazionale maggiore. Ricordate Gilardino lasciato a casa da Trapattoni e capace di portare al successo la rappresentativa di Gentile? Bene, ci risiamo. Nelle pozzanghere di Fermo, senza il fiore all’occhiello (Palladino, gioiellino del Livorno), senza nemmeno Aquilani, R. Bianchi e quel portiere rampante che risponde al nome di Mirante (Siena), lo schieramento allestito è stato in grado di piegare la resistenza dell’Ungheria. Ci ha pensato Pazzini che è uno dei primi della lista da passare a Lippi, in compagnia di Donalde e Chiellini, Bovo e Montolivo. Chissà forse non è un caso che la spina dorsale dell’under 21 sia costituita dagli elementi della Fiorentina, la squadra del futuro che ha preso a crescere e a brillare con Toni in azzurro e che può diventare la rivelazione di domani. E passi se il calcio di Gentile è primitivo, essenziale, tutto giocato sulla forza invece che sull’abilità e sulla modernità. Adesso aspettano tutti la fase finale prima della rivoluzione. Dalla prossima edizione infatti si passa dagli anni pari a quelli dispari e c’è, nel regolamento, la regoletta che chi li organizza ha il posto garantito alle olimpiadi. Vuoi vedere che per questo motivo semplice semplice, l’Italia potrebbe anche passare la mano (le sedi possibili nel triveneto, Vicenza, Padova e Verona) e si candida al prossimo turno?