L’Italia della fatica vince e fa polemica

Zorro: «Fulvio deve tornare, per noi è troppo importante»

da Trento

A meno di un mese da Torino 2006, assieme agli squilli dello slittinista Zoeggeler (il «proiettile di ghiaccio») e alle serpentine di Giorgio Rocca, l’Italia della neve ritrova anche i fondisti: Giorgio Di Centa, Valerio Checchi (il novellino già protagonista nel finale della scorsa stagione con il secondo posto a Falun), Pietro Piller Cottrer e Cristian Zorzi hanno vinto la staffetta di Tesero, centro del Trentino, mettendo in parte la sordina a una polemica, con relativa tensione, determinata dal «vecchio» Fulvio Valbusa che, dicendo di non condividere i criteri di selezione olimpica adottati dai tecnici azzurri, ha abbandonato il gruppo sbattendo la porta e accusando Zorzi (l’ultimo frazionista) di aver perso puntualmente tutte le volate più recenti. La risposta di Zorzi è venuta alla conclusione della gara quando, dopo aver battuto di un niente il tedesco e il norvegese, ha detto: «Questa vittoria la dedichiamo al nostro compagno di squadra Valbusa: deve tornare, per noi è troppo importante».
Appena informato della fuga di Bubu, il presidente federale Coppi è stato durissimo: «Mi aspetto una telefonata di scuse da parte dell’atleta e del suo gruppo sportivo. Nel frattempo, lui è fuori squadra».
Per il fondista della Forestale soltanto uno scatto di rabbia? Se fosse davvero tutto qui, si potrebbe dedurre che è un buon segno perché significherebbe anche che siamo già entrati nel clima agonistico che porta ai Giochi. Ma arrivare a Torino con una squadra monca, cioè senza Valbusa, sarebbe una pazzia. Superata la comprensibile stizza del momento, toccherà dunque alla diplomazia del presidente Coppi tentare di ricucire lo strappo, la cui responsabilità non sta certamente tutta da una parte.
Alla futura mediazione del presidente Coppi ieri ha dato una grossa mano «Caterpiller» Piller Cottrer che, dopo aver incensato Rocca («Pensare di far meglio di lui è veramente dura: durissima per i suoi avversari cercare di stargli dietro, immaginatevi per noi»), in diretta tv si è associato a Zorzi: «Posso parlare a nome di tutti, questa vittoria è dedicata a Bubu».
La gara è stata un capolavoro firmato da tutti e quattro, anche se lo svolazzo di arrivare primo è toccato a Cristian «Zorro» Zorzi, il quarto frazionista. Il risultato è importante proprio per la stringatezza del distacco (dopo 1.39’16’’5, appena due decimi sulla Germania e cinque sulla Norvegia) perché significa che Zorzi ha ritrovato lo smalto delle volate: lo stesso smalto che - ricorderete - ai suoi tempi portò Fauner e la sua staffetta all’oro olimpico di Lillehammer.
La gara si è decisa nelle due ultime frazioni: alla terza, Piller Cottrer ha recuperato parte del distacco con cui era partito dopo Di Centa e Checchi e ha lanciato Zorzi con soli 45’’ di ritardo. Poi ci ha pensato Zorro: «Questa vittoria vale un successo mondiale, adesso speriamo di proseguire, il risultato è un buon viatico». Crediamogli.