L’Italia del Gusto sulla via Francigena

L'Italia del Gusto nella tenuta Cà Lunae di Paolo Bosoni per raccontare l'intreccio storico-produttivo e turistico di questi liguri apuani con la Via Francigena. Dorsale laica e religiosa, oggi pretesto e volano cui agganciare le preziose realtà locali dell'altra Ligura, quella d'autore, «quella meno conosciuta e che ha però ha urgenza e dignità d'essere mostrata in tutta la sua ricchezza di gusto e tradizione» esordisce Giorgio Raimondi Della Barba, presidente di Italia del Gusto che da tempo ha attivato un comitato (Giornalisti Amici della Via Francigena) per monitorare dal punto di vista informativo i differenti appuntamenti che insistono sullo storico percorso. «Lavoriamo per progetti di comunicazione territoriale - spiega Della Barba - È il territorio che deve fare una ricognizione sulle risorse e costruire un progetto di lavoro tra pubblico e privato utilizzando come volano non solo l'enogastronomia, ma tutte le sue eccellenze».
Ieri l'appuntamento alla cantina Bosoni di Castelnuovo Magra, filari a crescere e corteggiare la grande casa colonica. Il museo a documentare la storia dei Bosoni contadini e dell'intuizione di Paolo («mia madre m'ha partorito tra i filari e faccio il vino perché mi piace berlo») che non s'accontenta di vendere uve e vino sfuso, ma studia le prime etichette:«Per fare la qualità devi avere anche la quantità-insiste Bosoni - Ho acquisito altri vigneti, ma sono 120 che piccole aziende che mi portano la loro uva migliore per creare più tipologie di vino». Esempio di realtà trainante sul territorio, che diventa pretesto per attivare una rete di comunicazione delle aziende artigianali e delle loro peculiarità distintive calate in terra di Luni. Ecco la tavola rotonda di ieri dove provocatoriamente Della Barba ha stuzzicato chi-fa-che-cosa a proposito di via Francigena e limitrofi. Il sindaco di Ortonovo Pietrini ha parlato della realizzazione di un tracciato della Via Francigena traslato per renderlo fruibile in bici e a piedi, e il presidente del Parco di Montemarcello ha insistito su indagine, conoscenza e valorizzazione che devono trasformarsi in utilizzazione del territorio, annunciando il distretto dei 22 comuni della Val di Magra e Vara che otterranno la certificazione ambientale. Virgilio Pronzati a dissertare sul pesto dell'Italpesto di Sarzana (di Mauro Bellotto, 13 ettari coltivati a basilico) e sul top del vermentino che resta quello di Bosoni. E i produttori a raccontare le loro creature: Mirko Bertini, del salumificio Mirko ed Elena di Castelnuovo, unico produttore della prosciutta; Marco Lucchi e il suo frantoio Lucchi e Guastalli a S. Stefano Magra; Luigi Della Croce con l'agricoltura biologica de Lo Scoglio a Castelnuovo e l'antico panificio Cudì dei fratelli Lorenzini a Isola di Ortonovo che cuoce solo con in forno a legna. Passione e tradizione per rilanciare una terra. E per non per non perderla.