L’Italia incassa l’ok dall’Ecofin sui conti pubblici

Sospesa la procedura per deficit eccessivo. Grasser: «Eccezionali le misure prese in un anno elettorale»

da Roma

«È un fatto eccezionale che l’Italia, in un anno elettorale, abbia presentato misure di tale consistenza per far rientrare il deficit. Il governo italiano ha fatto sforzi che corrispondono chiaramente alle attese della Commissione Ue e dell’Ecofin». Il via libera ai conti pubblici italiani da parte dei ministri finanziari europei è convinto, e le parole del presidente di turno dell’Ecofin, l’austriaco Karl-Heinz Grasser, lo confermano. In una riunione in cui è emersa la preoccupazione di molti per il neoprotezionismo emergente in Europa, i commenti sull’andamento dei conti pubblici sono stati, per una volta, positivi: è stato infatti deciso di sospendere la procedura per deficit eccessivo nei confronti dell’Italia; e una simile decisione potrebbe essere presa, in luglio, anche nei confronti della Germania. «Sono prudentemente ottimista in proposito», conferma il commissario agli Affari economici Joaquin Almunia.
Per Italia e Germania resta l’impegno a riportare il disavanzo publico sotto il 3% del prodotto interno lordo entro la fine del 2007, e su questo percorso le autorità europee vigileranno con attenzione. Comunque Giulio Tremonti appare tranquillo. «Non vi sono rischi sull’andamento della finanza pubblica - spiega il ministro dell’Economia al termine della riunione di Bruxelles -: i conti, che qualcuno ha definito allo sfascio, sono invece sulla buona strada, e sostenibili nel medio termine. La posizione dell’Italia è risultata credibile in Europa perché in campagna elettorale abbiamo fatto una finanziaria rigorosa, che dovrà essere seguita da un’altra finanziaria altrettanto rigorosa».
Il piano di stabilità italiano è stato approvato senza riserve, e con commenti «molto positivi», ricorda Tremonti, da parte di Grasser e del ministro delle Finanze olandese Gerritt Zalm, «due figure in qualche modo rappresentative della storia e dello spirito del patto di stabilità. Non pensavo - aggiunge il ministro dell’Economia - di concludere il mio lavoro con un consenso così ampio». Ci sono, in Europa, Paesi con conti a forte rischio e Paesi con conti in perfetto ordine. «L’Italia - spiega Tremonti - fa parte del gruppo a rischio medio, insieme con Germania, Francia, Spagna, Irlanda, Olanda, Inghilterra, Belgio e Lussemburgo». L’Italia ha un debito pubblico elevato, «prodotto di decenni», ma un andamento della spesa «straordinariamente stabile, avendo sviluppato, insieme con Austria e Svezia, la migliore riforma delle pensioni in Europa».
Il dato conclusivo del rapporto debito pubblico-pil per il 2005 verrà comunicato domani dalla Banca d’Italia, insieme con le cifre e le valutazioni del Bollettino economico. Secondo le previsioni del Fmi, il rapporto debito-pil è atteso al 108,8% quest’anno e al 109,1% nel 2007.
Per quanto riguarda la situazione della Francia, il ministro delle Finanze Thierry Breton conferma l’impegno del governo di Parigi a raggiungere a fine 2006 un rapporto deficit-pil del 2,9%, entro i limiti previsti dal Trattato di Maastricht. La Germania, che è sotto procedura per disavanzo eccessivo, presenterà entro luglio le misure per riportare il deficit sotto il 3% alla fine del 2007. Se la Commissione e l’Ecofin giudicheranno adeguate le misure, allora anche la procedura nei confronti di Berlino sarà sospesa. Un avvertimento piuttosto brusco è stato dato infine alla Polonia che, oltre a praticare protezionismo in campo bancario, non controlla adeguatamente il deficit.