L’Italia mondiale parte con Totti-Del Piero

Marcello Di Dio

nostro inviato a Ginevra

Totti e Del Piero titolari insieme in azzurro. Non accadeva dal 14 giugno del 2004, il pomeriggio di Guimaraes passato alla storia per lo sputo del capitano giallorosso a Poulsen. Dunque, non era mai accaduto nell’era Lippi, iniziata due mesi più tardi. E la storia azzurra regala una coincidenza incredibile: Totti fece il suo debutto in nazionale a Udine il 10 ottobre 1998 proprio contro la Svizzera (avversaria di stasera) e proprio sostituendo lo juventino, che quella volta segnò una doppietta.
Oggi Totti verrà rilanciato nella mischia - tra dubbi e scetticismi e a distanza di quasi otto mesi dall’ultima apparizione (il match qualificazione Italia-Slovenia a Palermo) - per la sua cinquantesima partita azzurra. E Lippi gli concede l’aiuto tattico di Alex, rivelando le sue scelte per la sfida di Ginevra (che si giocherà in un clima più rigido rispetto a quello italiano) già mostrate nell’allenamento di rifinitura a Coverciano. «Al suo ritorno in campo, far giocare Francesco con due centravanti sarebbe stato troppo - la spiegazione del ct -. Invece con una punta centrale e Del Piero a sinistra il lavoro sarà distribuito meglio. L’ho messo in condizione di non faticare più del necessario. E sono sicuro che vedrete un Totti diverso da quello affaticato di domenica contro i dilettanti, oltre che un’Italia diversa».
Nessuna preoccupazione per i contrasti fisici, finora evitati dagli avversari nelle ultime partite della stagione (104 i minuti giocati da Totti tra la finale di Coppa Italia con l’Inter e l’ultima di campionato con il Milan). «Totti li ha già affrontati in allenamento», la convinzione del commissario tecnico, confortata dai frequenti colloqui con il giocatore. Che conferma: «Ho lavorato molto e mi sento bene». Francesco non si crea problemi per la posizione in campo e aggiunge: «Non so se è un vantaggio giocare più arretrato. Io mi trovo bene in entrambi i ruoli. Comunque tra due settimane sarò al top».
Diluvia a Coverciano mentre gli azzurri ricevono la visita del neo ministro dello sport Giovanna Melandri. «Il calcio italiano sta giocando due partite impegnative, una sul campo e una fuori. Alla nazionale di Lippi chiediamo di farci vedere il bel gioco e divertire e magari di permetterci di appendere di nuovo le bandiere italiane sul balcone». E se la Melandri ha chiesto una mano «per voltare pagina», Lippi chiede a queste due amichevoli una sorta di «risveglio». «Risveglio di attenzione e concentrazione, la Svizzera e l’Ucraina (che affronteremo a Losanna venerdì) sono squadre toste e faranno il Mondiale. Non abbiamo bisogno di giocar troppo, ma contro avversari veri sì». Nei sessanta minuti in cui presumibilmente Totti sarà in campo, saggerà il trattamento che potrebbe attenderlo in Germania; Lippi invece ruoterà tutti i giocatori.
Stasera, dunque, spazio a Zaccardo in attesa del recupero di Zambrotta, la cui lunga assenza rappresenta per la nazionale un buco sicuro per la prima partita col Ghana, e più che probabile per la seconda contro gli Usa («i medici dicono 15-20 giorni di stop, vediamo se è qualcosa di meno»). Materazzi prenderà invece il posto di Nesta, che Lippi non vuol rischiare dopo il lieve dolore avvertito domenica. A centrocampo Camoranesi, Pirlo e Gattuso sono pronti. Resta il dubbio del centravanti nel tridente: in allenamento con Totti e Del Piero, Lippi ha schierato Gilardino, in vantaggio su Toni.
Il ct sa bene che un passo falso potrebbe anche pesare, per cui scansa la scaramanzia di un precedente benaugurante. «L’altro giorno Bearzot mi ha detto: "Finora avete fatto tutto bene, vi manca di perdere qualche amichevole". Confesso, faccio fatica ad accettare questa logica. Penso proprio che non lo accontenterò». Ma già da ora avverte: «Niente alibi per come andrà con la Svizzera o in generale al Mondiale. Le situazioni dei giorni scorsi non ci influenzeranno, anche se ciascuno convive con i suoi problemi e non sa magari in quale serie giocherà il prossimo anno la sua squadra, vi assicuro che questi problemi in azzurro passano in secondo piano».