L’Italia non merita di diventare come il Brasile di Lula

Ho letto alcune dichiarazioni di Bertinotti che indicavano a Prodi come esempio da seguire l'imitazione del governo Lula. Vivendo e lavorando in Brasile sono al corrente dei fatti locali che sono completamente differenti da quanto afferma il Bertinotti. Il partito dei Lavoratori brasiliano è accusato, con prove legali ricavate da una commissione parlamentare d'inchiesta, del reato di associazione a delinquere, corruzione, formazione di banda (quadriglia), allo scopo di sovvertire le leggi e le istituzioni democratiche. Il braccio destro del presidente José Dirceu è stato espulso dal Parlamento con la cassazione dei diritti politici per 15 anni e circa 200 deputati della sinistra sono incriminati di gravissimi reati. Ultimo è l'ex ministro delle finanze Palocci (amico di D’Alema) che potrebbe anche essere arrestato. Altri sei ministri sono stati dimessi dal (ancora per poco) presidente Lula per salvare le apparenze. Si parla d'impeachment per reati contro la democrazia e appropriazioni di fondi illegali, finanziamenti illegali ricevuti anche da Cuba, da terroristi colombiani (Farc) etc., cose che la tangentopoli italiana è una cosa ridicola al confronto e non capisco come si possano fare affermazioni del tutto folli come quelle di Bertinotti. L'Italia non merita questo declino e non merita tutto quello che si sta delineando all'orizzonte.