L’Italia non suda più. Tutti in beauty farm

Le palestre superate dal boom dei centri benessere. Basta addominali e muscoli: è caccia al puro relax

Un'estate di qualche anno fa, qualcuno avvistò Angelina Jolie in una beauty farm arroccata sulle Alpi. Poi si seppe (solo) che era lì per una full immersion di massaggi ayurvedici e chissà quali altri trattamenti miracolosi, e che aveva preferito il relax alla mondanità. Se è vero che le star di Hollywood anticipano tutte le mode, ecco che a poco a poco, anche noi italiani ci siamo abituati ai centri benessere. Prima con qualche puntatina nelle (rarissime) Spa di Milano e Roma, poi con sedute sempre più lunghe e rilassanti, nei sempre più numerosi angoli-benessere della palestra sotto casa. Magari dopo la lezione di spinning. Sì, perché se negli anni Novanta ci si teneva in forma solo a suon di bicipiti e addominali, oggi gli italiani oltre al fisico vogliono prendersi cura anche della mente. Fra una sauna, un massaggio e un trattamento olistico. Per «staccare» dai ritmi frenetici del lavoro, magari durante la pausa pranzo. Ma anche con un weekend o con una vacanza.

Dove? La scelta è ampia: secondo Aiceb-Confesercenti, il nostro Paese conta circa 30 mila imprese che operano nel campo del benessere, con 20 milioni di clienti e 56 mila addetti ai lavori. E con un volume d'affari di 16 miliardi di euro: circa il 2 per cento della spesa annua per consumi. In parole povere: ogni italiano nel 2007 ha speso quasi 300 euro per rilassarsi e depurarsi. E, a quanto dicono gli esperti, negli anni a venire ne spenderà sempre di più (secondo il Quality Life Institute, il fatturato del settore cresce almeno del 10 per cento ogni anno). Certo, queste cifre comprendono realtà diverse. Tanto diverse fra loro che Gianfranco Burchiellaro, responsabile turismo per gli allora Ds, lo scorso anno aveva pensato di regolamentarle con una legge, tutt'ora al vaglio della Camera, proponendo una netta distinzione tra centri benessere, beauty farm, fitness, wellness, trattamenti estetici, medicina estetica, e fra le varie figure impiegate nel settore. Settore in grado di lievitare fino al 90 per cento ogni anno. E per questo, secondo il presidente di Aiceb-Confesercenti Gianmarco Rossi, «a rischio di una crescita incontrollata».

Oggi infatti la beauty farm è sempre più di moda: se qualche anno fa era difficile trovare un bagno turco a due passi dall'ufficio, oggi le palestre più nuove hanno tutte l'area beauty. Un connubio vincente, che solo in Lombardia produce 590 milioni di euro, il 22 per cento del fatturato nazionale, secondo la Camera di Commercio di Milano. E per chi vuole passare un fine settimana defatigante, ogni albergo che si rispetti ha la propria Spa. Sui 21mila centri benessere italiani, 4.200 sono sparsi fra alberghi e agriturismi e 1.400 tra piscine e palestre, e ancora 2.500 tra centri idrotermali e centri per il benessere fisico.