L’Italia prende il comando delle operazioni

Il vicesegretario generale della Nato, Alessandro Minuto Rizzo, ha dato ieri il benvenuto al nuovo comandante della missione Isaf in Afghanistan, il generale Mauro Del vecchio, e ha salutato il comandante turco uscente, Ethem Ergadi. L’Italia avrà il comando degli oltre 8.000 uomini dell’Isaf, provenienti da 36 Paesi aderenti alla Nato. Dalla fine di agosto i soldati italiani impiegati sul territorio, saliranno dagli attuali 1.900 a 2.140. L’imminente compito che attende il contingente internazionale è quello di assicurare il regolare svolgimento delle elezioni parlamentari fissate per il prossimo 18 settembre. Considerato dagli americani una tappa fondamentale nella stabilizzazione del Paese, l’appuntamento elettorale ha rilanciato negli ultimi mesi l’offensiva della guerriglia contro le autorità di Kabul e i suoi alleati occidentali. Durante la lunga missione di nove mesi, Del Vecchio, dovrà seguire l’importante programmazione della fase dell’Isaf di espansione nella parte meridionale dell’Afghanistan. Intanto prosegue la fase di espansione della missione a ovest, con i quattro Prt (Provincial reconstruction team), fra cui quello italiano di Herat, coordinati dal generale Giuseppe Santangelo. L'anno prossimo è prevista un'ulteriore espansione a sud e a est, zone ritenute maggiormente pericolose perché roccaforte dei talebani. «È impossibile definire quale sia il compito più difficile a cui andiamo incontro - ha detto Del Vecchio - ma io e tutto il personale Nato sappiamo che la prima, importante priorità sono le elezioni».
La missione internazionale si svolge sotto l’egida delle Nazioni Unite nel quadro degli accordi di Bonn, e dall’11 agosto 2003 è sotto il comando della Nato. Dopo il rovesciamento del regime dei talebani nel 2001, ha operato soprattutto nella zona relativamente tranquilla della capitale Kabul. Le zone più turbolente del Paese sono state invece pattugliate dalle forze armate del governo afghano di Hamid Karzai e degli Stati Uniti, presente nel Paese con 20.000 soldati che rispondono agli ordini di un comando indipendente.