«L’Italia è presuntuosa». Parola del futuro ct

Mallett, che sostituirà Berbizier: «Poco rispetto per gli All Blacks. Sabato la Scozia è favorita»

da Parigi

«Non sono in contatto con Roman Abramovich ma sto trattando con la Federazione italiana rugby». Parola di Nick Mallett. In realtà la firma tra l'allenatore sudafricano e i vertici Fir c'è già stata e nella rubrica che l'ex coach del Sudafrica cura per il Sunday Telegraph, Nick Mallett parla per la prima volta dell'Italia e di come l'ha vista durante queste prime tre partite che portano gli azzurri davanti alla sfida della vita sabato prossimo a Saint Etienne. Mallett spiega come dopo la partita persa a Belfast contro l'Irlanda, l'Italia poteva essere considerata favorita per il passaggio del turno. Oggi non è più così, spiega, snocciolando una serie di errori che i ragazzi di Berbizier avrebbero fatto. A cominciare da quello commesso a Marsiglia contro gli All Blacks. «Girare le spalle mentre i kiwi fanno l'haka - dice Mallett - è un grande errore. Te ne puoi fregare - scrive ancora il futuro tecnico degli azzurri - se ti chiami David Campese e hai un bagaglio tecnico pieno di idee brillanti e di sana “follia” rugbystica. Ma per gli altri è una cosa inaccettabile. Piaccia o non piaccia, devi affrontare la sfida. Sull'haka - continua Mallett - gli All Blacks sono molto sensibili e venti minuti dopo che gli azzurri hanno mostrato la loro mancanza di rispetto ai neozelandesi, si sono ritrovati sotto di 40 punti». Da quel giorno, per Mallett comincia il problema. La mancanza di comprensione e di coesione tra gli azzurri. «Troppi palloni persi in fase di trasmissione contro la Romania ma anche una vittoria particolarmente sofferta contro un Portogallo, apparso più rapido e sveglio nelle idee applicate sul campo. Sfortunatamente - dice ancora Mallett - la partita inaugurale contro gli All Blacks non ha mostrato solo un problema di ordine mentale. Ne ha creato anche uno di ordine tecnico. Gli All Blacks hanno aperto la difesa azzurra con straordinaria facilità. Gli italiani giocano una difesa alta in cui un ruolo fondamentale lo hanno il mediano di mischia e l'estremo». Secondo Mallett, sia Alessandro Troncon che David Bortolussi non sono stati in grado di svolgere il giusto lavoro di copertura. Gli All Blacks sono sicuramente la squadra più forte al mondo con il pallone tra le mani, ma sanno apprezzare anche il peso che può avere il gioco al piede. Alla Scozia potrebbe bastare la stessa cosa, seguendo un solo tema di gioco. Secondo Mallett, al momento una Scozia, più muscolare di quella vista nell'ultimo Sei Nazioni parte favorita, nel confronto di sabato prossimo con gli azzurri. La sua futura squadra è ancora sotto shock e la loro paura si riflette in quella del mediano d'apertura (Pez o De Marigny) che gioca almeno cinque metri dietro la linea del vantaggio. Solo in condizioni diverse, Alessandro Troncon avrà ancora l'occasione per giocarsi un'altra partita della vita. «Soprattutto se l'esperienza sarà pari alla benzina rimasta nelle sue gambe».