«L’Italia una priorità per Groupama»

L’amministratore delegato De Tanguy: «Alla fine del 2007 avremo 400 agenzie e 450 nel 2010. Sosteniamo il cinema e il mondo dello sport»

Enrico Boschivi

Centoventicinque anni in Italia: quasi un record!
«In realtà siamo la più vecchia società francese in Italia con presenza ininterrotta e tuttora in attività - spiega Charles De Tanguy, amministratore delegato e direttore generale di Groupama in Italia -. Nel festeggiare l’anniversario abbiamo anche acquisito il nome della capogruppo, Groupama. Prima ci chiamavamo Gan, che era il nome del gruppo che ci controllava in precedenza».
Nel 1881 siete arrivati in Italia come Phenix...
«Sì, con le polizze vita. Già nel 1820 c’erano state trattative per entrare nella Savoia, ma chiedevamo il monopolio e non si trovò l’accordo».
Oggi in Italia come siete organizzati?
«Nell’attività assicurativa siamo presenti con i rami vita e danni, in tutto 289 agenti. Poi abbiamo dell’attività finanziaria, con una Sgr e una Sim, e una rete di oltre 200 promotori».
Qual è la dimensione della vostra raccolta?
«A fine 2006, circa 600 milioni di euro».
Suddivisi come?
«Ecco: 570 nell’attività assicurativa, 30 milioni in quella finanziaria»
Quali sono le vostre strategie in Italia?
«La nostra casa madre intende essere uno dei primi dieci gruppi assicurativi in Europa. Questo obiettivo passa per crescita interna ed esterna, nelle varie aree in cui è presente».
E in Italia?
«In Italia, abbiamo un programma che ci porterà a 400 agenzie alla fine del 2007 e a 450 nel 2010, con strategie di crescita legate a un forte rapporto con il cliente, verso il quale abbiamo lanciato operazioni di fidelizzazione, un club e una carta che dà diritto a vari vantaggi. Abbiamo inoltre cominciato a vendere prodotti innovativi per il mondo degli agricoltori: va ricordato che Groupama in Francia è una mutua con origine agricola e che è il più grande gruppo in Europa nei rischi agricoli».
E la crescita esterna?
«La casa madre intende investire in tre aree in particolare, Sud Europa, Centro Europa ed Estremo Oriente. Nel Sud Europa l’Italia è certamente una priorità. Anche per questo abbiamo acquistato una quota di quasi il 5% di Mediobanca, che ci permette di essere presenti in un osservatorio privilegiato. Il nostro gruppo è pronto, dopo una congrua campagna acquisti, a quotarsi in Borsa a Parigi per rifinanziare le operazioni».
Avete già qualche dossier aperto, in Italia?
«No, per il momento no».
In Italia avete anche una importante presenza come sponsor di eventi...
«Sì, abbiamo fatto tesoro dell’esperienza del gruppo in Francia, che ha creato una Fondazione per il cinema e sponsorizza vari festival. In Italia, tra l’altro, siamo sponsor dei festival del cinema di Firenze e di Pesaro e collaboriamo con il museo del cinema di Torino. Quest’anno abbiamo sponsorizzato anche il premio del pubblico al Festival di Venezia. Oltre al cinema, siamo entrati anche nel mondo dello sport, sostenendo alcune attività legate al rugby».