L’Italia raccontata dietro le quinte

Il Fai apre al pubblico palazzi e luoghi simbolo delle città italiane e ne racconta i segreti

Miriam D’Ambrosio

Gli italiani credono di conoscere i luoghi nei quali vivono. Credono anche di saperli apprezzare e di saperne difendere le bellezze artistiche e naturali. Credono, anche se non sempre è così. Ma oggi è il giorno ideale per apprendere e, allo stesso tempo, agire: il Fai - Fondo per l’Ambiente Italiano, in collaborazione con Progetto Italia, la società del gruppo Telecom che opera nella cultura, nel sociale e nella formazione, organizza in 23 località di tutta Italia, la terza edizione di Dietro le quinte della tua città - Misteri, segreti e curiosità della nostra storia: una giornata per scoprire i segreti dei luoghi in cui viviamo tutti i giorni. Solo conoscendo si ama, solo amando si tutela. Forse ha ragione Andrea Kerbaker, scrittore e amministratore delegato di Progetto Italia, quando dice: «Dietro ogni monumento, dietro ogni casa, c’è una storia. Qualche volta basta ascoltarla». Nelle prime due edizioni più di 30mila persone si sono seduti dietro le quinte della città. E hanno ascoltato, come quest’anno: protagonisti saranno teatri, antiche sale universitarie, giardini, persino un aeroporto.
Roma. Laura Biagiotti, Virna Lisi e Walter Veltroni raccontano Villa Borghese, l’oasi della città, una macchia verde nel cuore dell’eternità. Milano è l’orgoglio di un teatro. Milano è La Scala. L’architetto Mario Botta svelerà, chiacchierando con l’editore d’arte Massimo Vitta Zelman, svela i retroscena del suo lavoro. Venezia apre le porte alla follia: Massimo Cacciari e Maurizio Scaparro raccontano i segreti dell’ex ospedale psichiatrico sull’isola di San Servolo, «luogo della follia». Matera mette in mostra i suoi Sassi e come guida c’è Vittorio Sgarbi, che parlerà di Abraham Brueghel, artista delle Fiandre in viaggio per il meridione d’Italia. I monumenti parleranno a Perugia, grazie alla Fontana di Piazza Maggiore, a Verona, nel «giardino del faraone», a Bari, Como, Vicenza, Firenze, Udine, nei giardini arabi di Palermo e nel Conservatorio di San Pietro alla Majella di Napoli, dove i trovatelli diventavano tenori e castrati. A Bologna si parla di anatomia e qui basta aprire le porte dell’Archiginnasio. Il professor Carlo Flamigni, ricercatore e studioso, e Lella Costa, narrano le origini della medicina e alcuni personaggi che si sono ritrovati ospiti e osservatori incantati tra queste stanze. Il più noto è un antico seduttore, Giacomo Casanova, passato da queste parti nel 1772.