L’Italia rientra tra gli applausi: "Ma potevamo osare di più"

Questa la critica di Buffon al tecnico. Gli azzurri accolti bene dai tifosi a Malpensa. E il saluto del ct ai giocatori ha il sapore di un addio

Vienna - Il saluto che Roberto Donadoni rivolge alle persone a bordo del volo Alitalia che riporta la truppa azzurra a casa ha il sapore del commiato. Non c’è ancora l’ufficialità, ma in cuor suo sa già che fra qualche giorno non sarà più il commissario tecnico e in fondo un pizzico di emozione ce l’ha. Domenica prossima, comunque, andrà in vacanza e poi penserà al futuro.

Il clima sull’aereo di ritorno è mesto, ma sereno. Cassano discute a lungo con De Rossi e si lascia scappare qualche incomprensibile frase in barese. C’è chi dorme, chi ascolta musica, c’è chi resta in silenzio per quasi tutto il viaggio (vedi Di Natale, che forse ha ancora negli occhi quel rigore fallito), mentre Del Piero è tutto concentrato sulle parole crociate crittografate della Settimana Enigmistica. «Usciamo a testa alta, siamo riusciti a rialzarci dopo la prima partita e a qualificarci lo stesso, nonostante qualche sofferenza e abbiamo dimostrato che batterci non era così facile - le parole di Gigi Buffon sul suo blog personale dedicato all’Europeo sul sito www.sportmediaset.it -. Quando si perde così non ci si può rimproverare nulla. L’unico appunto che faccio è che, forse, si poteva osare un po’ di più». Quasi una stoccata a Donadoni che arriva da uno dei giocatori più rappresentativi. Che sabato partirà per Praga dove raggiungerà Alena Seredova e il piccolo Thomas.

Il volo AZ8359 parte da Vienna con qualche minuto di ritardo rispetto alla tabella di marcia. Ma a differenza di quello che tornò con la Coppa da Berlino due anni fa, ci sono molti posti vuoti. C’è la truppa Materazzi (moglie e tre figli), la famiglia di Perrotta (la consorte e il figlio Francesco), la signora De Rossi con la biondissima Gaia, che babbo Daniele tiene in braccio a lungo. E poi la fidanzata di Ambrosini, che prende posto insieme al centrocampista del Milan nelle ultime file dell’aereo, oltre a quella di Barzagli. Poi il resto della delegazione azzurra, dai cuochi ai massaggiatori. E in prima fila il presidente Abete con il vice Albertini.

Fra i più tranquilli c’è Luca Toni. Dopo una stagione super, il suo Europeo è stato molto deludente, i suoi gol sono mancati come il pane. «Se avessi segnato, ora non saremmo qui a discutere - le sue frasi a caldo dopo l’eliminazione subita dalla Spagna -. E per passare il turno, bastava magari realizzare un rigore in più. Credo che di quest’Europeo non si debba buttare tutto. Abbiamo creato tante azioni da rete, il gruppo ha fatto tanto e siamo andati a casa solo per i tiri dal dischetto. È una difesa di Donadoni? Non voglio entrare nell’argomento, penso solo che quello che è stato fatto qui non è tutto da cancellare».

Il primo scalo a Milano Malpensa è dopo 70 minuti: saluti reciproci prima di salutare la comitiva e partire per le vacanze. E mentre gli azzurri attendono le valigie sul nastro trasportatore, si scatena l’entusiasmo dei tifosi. Strette di mano a Donadoni («complimenti lo stesso», gli dicono in tanti e lui sorride quasi compiaciuto), applausi a Buffon, Cassano, Gattuso e Zambrotta e foto ricordo con tutti. Grande la disponibilità dei giocatori, che già discutono tra di loro raccontando le loro imminenti vacanze. I bagagli arrivano in fretta, forse perchè l’ondata dei tifosi diventa sempre più opprimente. «Non ci credo che posso vedervi così da vicino, non succede mai qui all’aeroporto...», dice una signora meravigliata che probabilmente lavora allo scalo di Malpensa e scatta flash a più non posso. La sacca con le mazze da golf di Camoranesi rimane incastrata nella serranda del nastro e qualcuno deve aiutarlo a liberarla. A Pirlo va ancora peggio: il suo bagaglio, che contiene anche la maglietta ricordo dell’Europeo per un amico, non arriva nemmeno. Ma lui non batte ciglio e avverte il personale dell’aeroporto, c’è solo voglia di tornare a casa il più in fretta possibile.

Tra i più sorridenti c’è Giorgio Chiellini, protagonista di un ottimo europeo. «Sono orgoglioso della mia prima grande manifestazione con la maglia della Nazionale maggiore, anche se l’avventura è finita male, purtroppo non siamo stati fortunati», il suo pensiero raccolto da Juve Channel. Il grosso della truppa attende taxi e macchine private, mentre il volo con a bordo i calciatori della Roma più Quagliarella e lo staff della Federazione riparte per Fiumicino. Dove atterra intorno alle 20.30 e viene fatto parcheggiare in un’area decentrata. Il primo a scendere dalla scaletta è il presidente Abete e un gruppo di operatori aeroportuali si raduna sotto l’aereo, incoraggiando gli azzurri e scattando foto ricordo. Uno di loro si rivolge ad Aquilani dicendogli: «Mi raccomando, firma per la Roma». Dopo aver prelevato i bagagli sotto bordo, tutti lasciano lo scalo in auto da un varco decentrato dell’aeroporto senza transitare dalla zona arrivi e quindi lontano da telecamere e cronisti. Per i giocatori c’è solo voglia di staccare la spina dopo una stagione lunga e intensa. L’Europeo è ormai alle spalle.