«L’Italia sì che se ne intende allora ho dato spettacolo» Nibali: «Ha la marcia in più»

Gli occhi gli brillano come lapilli. Il sorriso di questo ragazzo prodigio illumina il tramonto di una montagna spazzata dal vento e dal riverbero rosa. Alberto Contador è un uomo felice e soddisfatto, perché ha fatto quello che aveva nel cuore e nella mente, ma soprattutto sentiva nelle gambe. «Stavo bene, le gambe giravano e dovevo provarci - dice serafico il madrileno padrone del Giro -. Avevo un solo dubbio riguardo al vento, fastidioso che soffiava violento sulla nostra sinistra. Nonostante questo ho deciso di andare a tutta, soprattutto quando ho visto che Scarponi non riusciva a tenere il mio passo. La vittoria? Non ci ho pensato, volevo solo guadagnare più tempo possibile. A me piace dare spettacolo, e oggi penso di esserci riuscito. Sono felice di averlo fatto in una grande tappa, su una grande montagna e davanti a dei tifosi eccezionali. Voi italiani avete una grande competenza di ciclismo, e sapete apprezzare i campioni: io mi sono sentito uno di voi. L'Etna? Non l'avevo mai visto, ma per me non è importante conoscere una salita, ma essere consapevole della mia forza. Oggi sono stato bravo, ma il Giro è un romanzo appena incominciato».
Vincenzo Nibali cerca di non perdere il sorriso davanti alla sua gente. Lui fa tutto il possibile per salvare il suo pomeriggio e quello di almeno trecentomila appassionati che sono saliti sulle strade dell'Etna. «Lo scatto di Contador è stato fulmineo, nessuno se lo aspettava: ha sorpreso tutti - dice il messinese -. Si è visto chiaramente che Alberto ha una marcia in più. Michele (Scarponi, ndr), ha cercato di stargli dietro, poi ha pagato. Io invece ho cercato di gestire nel migliore dei modi le mie forze. Sapevo che nel finale avrei potuto fare bene e per questa ragione non mi sono fatto prendere dall'ansia».
Ha il volto scuro Michele Scarponi, non solo per la cenere che il vento ha soffiato sui volti dei corridori: «È normale essere deluso oggi - dice -. Contador ha dato una grande dimostrazione di forza. Per seguirlo sul suo primo scatto ho fatto un fuori giri tremendo, speravo di recuperare stando a ruota, invece lui è andato via e da lì in poi per me è stato davvero un casino. Alberto ha dimostrato di essere il più forte, ma alla fine manca ancora tantissimo. Domani (oggi per chi legge, ndr) c'è riposo. Ci sono ancora tante tappe dure e difficili. Contador è favorito: a noi il compito di rendergli dura la vita fino a Milano».