L’Italia s’inchina solo a Wilkinson

Una meta per parte a Twickenham: gli azzurri escono a testa alta, decidono i calci di punizione

da Londra

A punirci sono i calci di Johnny Wilkinson. Poi, per il resto, è tutto alla pari. Nel tempio di Twickenham finisce 20-7 per i padroni di casa, ma è una sconfitta che stavolta non brucia. È il miglior risultato mai strappato sull'erba del giardino buono del rugby inglese. Ma è soprattutto una sfida giocata dagli azzurri senza timori, con carattere e una maiuscola tenuta difensiva. Si esce a testa alta e si dimentica il black out di una settimana fa contro la Francia. Il passo indietro era quello del Flaminio. A testimoniarlo anche la bottiglia maxi di champagne consegnata a Troncon come miglior giocatore del match. Il trevigiano è il vero miracolo della sfida agli inglesi. In difesa è monumentale, dietro il pacchetto azzurro dirige il traffico, ordina e ispira una squadra che costruisce la sua partita accorciando gli spazi per non concedere palloni e occasioni ai campioni del mondo. Davanti Lo Cicero, Festuccia e Castrogiovanni mettono gli inglesi nel tritacarne e sulla costruzione del gioco la rimessa laterale funziona a dovere. Se proprio bisogna cercarlo il neo, sono i punti concessi a Wilkinson nella prima parte di gara. Owens, l’arbitro gallese che ha diretto senza sconti, non ci aiuta. Punisce Bortolami con un cartellino giallo che pesa come un macigno sull’equilibrio del match. Perché sul finale del primo tempo una rapida trasformazione del gioco per linee esterne lancia Jason Robinson oltre la linea.
Gli azzurri hanno il merito di non disunirsi. Troncon è il primo a rientrare in campo dopo l’intervallo. A Twickenham festeggia la presenza numero 92 ed è come vedere un ragazzino buttarsi senza paura nella mischia. Sontuoso. Davanti la battaglia è totale e nel confronto con la testa di mischia azzurra, il passo indietro lo fa l’Inghilterra di Ashton. Perché lì davanti l'Italia dimostra di non voler abbassare la guardia. L’assenza di Masi e Mauro Bergamasco non si fa sentire e alla prima occasione si va in meta. Accade su una situazione di recupero, quella che fa tanto disperare gli azzurri che non riescono a trasformare in punti tutti i palloni rubati agli avversari. Stavolta è Scanavacca che fa la differenza. Ma fondamentale è il sostegno che Josh Sole gli offre all'interno. È lui che apre il varco decisivo, poi il mediano di Calvisano finalizza oltre la linea. Niente da dire.
Le radio inglesi parlano dei quindici eroi italiani e sottolineano la grande tenuta difensiva della squadra di Berbizier. Lo stesso fa il tecnico, che traccia un bilancio abbastanza positivo pensando alla Scozia che ieri ha battuto il Galles 20-9 a Edimburgo. Il cucchiaio di legno ce lo giocheremo a Roma con i Dragoni, ma è chiaro che da Twickenham si riparte per le Highlands con un’Italia che non è più alla deriva.