L’Italia sciopera per contestare Prodi

da Roma

Non sono bastate le rassicurazioni di Romano Prodi sulle risorse che «per quanto riguarda gli impegni presi, ci sono». Le voci su una sospensione della protesta sono state smentite nei fatti da Cgil, Cisl e Uil che ieri hanno proclamato lo sciopero generale per il 16 aprile a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto del pubblico impiego, scaduto da un anno e tre mesi.
La protesta cade - come aveva annunciato il leader della Cgil Guglielmo Epifani - nello stesso giorno dello sciopero della scuola e quindi paralizzerà la gran parte dell’amministrazione pubblica. E, non a caso, il primo sciopero del pubblico impiego del governo Prodi è stato annunciato alla vigilia del via ai tavoli tra esecutivo e parti sociali.
Una coincidenza che dimostra come i tre sindacati stiano facendo pretattica, secondo il ministro della Funzione Pubblica Luigi Nicolais, che ha parlato di «gioco delle parti». I sindacati hanno respinto questa lettura anche se, come ha sottolineato il segretario confederale della Uil Paolo Pirani, allo stato, «non si può pensare di riavviare la concertazione». Il rinnovo del contratto monopolizzerà quindi l’avvio del tavolo sulla pubblica amministrazione. E il governo si dovrà subito porre il problema delle risorse chieste da Fp-Cgil, Cisl-Fps, Uilpa e Uil-Fpl: 3 miliardi e 225 milioni di euro, a cui vanno aggiunti un miliardo e 200 milioni previsti dalla Finanziaria 2007 e 805 milioni stanziati per la vacanza contrattuale.
«La trattativa si apre domani (oggi, ndr) al tavolo convocato sulla pubblica amministrazione», ha riconosciuto il segretario generale dell’Ugl Renata Polverini. Un modo per dire che i giorni da qui al 16 aprile serviranno a superare questo ostacolo. Servono «atti definitivi», ha precisato Epifani. Il governo, quindi, «deve dare le direttive all’Aran per il rinnovo dei contratti. Se non si risolve il problema rapidamente la protesta è destinata a continuare», anche dopo lo sciopero. L’irritazione dei sindacati è rivolta soprattutto contro il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, come emerge dalle parole del segretario generale della Cisl-Funzione pubblica, Rino Tarelli. Durante gli incontri, ha raccontato, il governo ha detto «di non ricordare di aver raggiunto un accordo sulle risorse il 4 novembre». Un gesto che corrisponde a «una provocazione grandissima». C’è qualcuno - sospetta il leader della Uil Luigi Angeletti - «che si illude che le intese possano non essere raggiunte». In altre parole i sindacati temono che si punti a saltare un turno nei rinnovi dei contratti.
Un’ipotesi che il centrodestra non ritiene realistica. Tanto che da Forza Italia arriva l’invito di Simone Baldelli affinché siano approvati presto gli atti di indirizzo all’Aran. A patto però che siano «qualificanti». E cioè che siano condizionati dall’accettazione da parte del sindacato di «criteri che portino a maggiori servizi ai cittadini, come quelli della valorizzazione della produttività e dell’aumento della mobilità».