L’Italia si aspetta molto da Draghi ha già dimostrato il suo valore

Ottima mossa la prima che è stata attuata dal neogovernatore Draghi all’indomani del suo insediamento alla Banca d’Italia. Ha risolto tutti i conflitti d’interesse in appena 72 ore con un blind trust. Non potevamo aspettarci nulla di diverso da una persona che professionalmente si è formato negli Stati Uniti, dove, in seguito agli scandali Enron, sono riusciti a fare una legge così complessa come quella sul risparmio in pochi mesi. Altri compiti attendono ora il governatore della Banca d’Italia, ci aspettiamo che prenda in mano le altre matasse per sbrogliarle a dovere. Un esempio su tutte: la vigilanza sulla concorrenza nel settore bancario, prima di esclusivo appannaggio di via Nazionale, è ora passata all’Antitrust, che non ha perso tempo e ha iniziato una serie di indagini sui costi bancari italiani. Sicuramente Bankitalia avrà avuto al suo interno un certo gruppo di dipendenti che si occupavano della questione, non metto in discussione la qualità del loro lavoro, una cosa è certa: ora quelle persone in quella struttura non hanno più nulla da fare, così come molti altri compiti che non sono più di pertinenza di una banca nazionale ma della Banca centrale europea. Bisognerebbe ora avere il coraggio di sfoltire quel personale.