L’Italia si ferma a tre medaglie Lemaitre fallisce il doppio oro

Chiusi gli europei di atletica a Helsinki. L’Italia si è fermata alle sue tre medaglie (oro, argento e bronzo) e con qualche delusione complessiva. Le staffette hanno fatto flop, gli atleti dell’ultima giornata solo il minimo consentito. Si chiude con il 5° posto di Abate nei 110hs (13"43, eliminato Dal Molin in semifinale) e tre ottavi posti: Elena Romagnolo nei 10.000 m. (32’42"31, ritirata Nadia Ejjafini, successo alla portoghese Felix), il naturalizzato Haidane nei 1500 m. (3’47"79, successo del norvegese Ingebrigtsen) e Claudio Michel Stecchi nel salto con l’asta (5,40): cinque salti in totale, i primi due (riuscito il secondo) a 5,40, falliti tre a 5,50. Successo del francese Lavillenie: ha chiuso con m.5,97 una delle gare più belle e combattute degli europei. Diciotto finalisti, 60 punti e 8° posto nella relativa classifica (siamo undicesimi nel medagliere): i dati che sintetizzano le gare dei 59 azzurri. Brillano, oltre alle medaglie, le buone prestazioni di diversi giovani. Ma qui si ferma l’Italia che non aveva le sue due punte: Schweizer e Antonietta Di Martino.
Riso amaro per Christopher Lemaitre, lo sprinter bianco più veloce del mondo, che non ha fatto doppietta d’oro dopo il successo nei 100 m. Nella staffetta 4X100 ha vinto l’Olanda (Mariano-Martina-Codrington-Van Luijk) che ha corso in 38“34. Seconda Germania, terza Francia. Infine nella finale dei 110 hs Abate si è qualificato con 13"39, ma ha chiuso 5°, successo del russo Sergey Shubenkov in 13"16 . Se pensiamo che Aries Merritt ha vinto i 110 hs ai Trials Usa in in 12"93 (miglior prestazione mondiale dell'anno), 2° Jason Richardson in 12"98, 3° Porter (13"08), c’è una bella differenza con l’Europa.