L’Italia si pente: 6 su 10 rivogliono Berlusconi. Prodi ai minimi storici

Sondaggio del <em>Giornale</em>: il premier in caduta libera (30,5%), premiato il centrodestra al 57,3. E anche senza l’Udc la Cdl è al 53,2. Il Cavaliere: &quot;Mai visto un crollo tanto rapido e verticale. Abbiamo più consensi della vecchia Dc. Sinistra a Caserta? Divisi su tutto&quot;<br />

Roma - Silvio Berlusconi gongola. Dopo l’assenza forzata dalla scena politica - prima per il viaggio a Cleveland per l’applicazione del pacemaker e poi per le vacanze natalizie con conseguente convalescenza in Sardegna - neanche lui si aspettava dati tanto confortanti. Il sondaggio che sfoglia ormai da due giorni conferma invece un aumento del gradimento nei suoi confronti, il trend positivo di Forza Italia e la curva sempre più discendente dell’esecutivo Prodi. «Che chi stia al governo perda consensi - ripete raggiante ai suoi il Cavaliere - non è certo una novità, ma qui siamo di fronte a un vero e proprio crollo di fiducia, che tanto verticale e tanto rapido non si era mai visto». È anche per questo che l’ex premier decide di rendere pubblica la rilevazione di Euromedia Research, «l’unico istituto - spiega Paolo Bonaiuti - che azzeccò le previsioni alle politiche». E la conferenza stampa alla Camera con il portavoce del Cavaliere è anche l’occasione per dare una decisa svolta alla comunicazione di Forza Italia. Insieme a Bonaiuti, infatti, si presentano Stefania Prestigiacomo, Elisabetta Gardini, Mara Carfagna, Michaela Biancofiore e Beatrice Lorenzin, tutte convocate di prima mattina. Un’idea di Berlusconi, convinto che le «ragazze» (così le chiama Bonaiuti) abbiamo maggior capacità comunicativa e riescano a raccogliere di più la fiducia rispetto ai loro colleghi. E non deve essersi sbagliato il Cavaliere se, appena entrato in sala stampa, il senatore azzurro Guido Viceconte si lascia sfuggire un «mamma mia!».
Berlusconi, dunque, tornato a Roma ieri dopo la pausa natalizia, sembra essere di ottimo umore. Confortato dai sondaggi, ma pure dall’incontro con le parlamentari azzurre, convinte che nonostante l’intervento sia già in ottima forma. «Un figaccione», si lascia scappare a Palazzo Grazioli la Biancofiore. Che in conferenza stampa ritorna sulla scelta di affidare l’immagine del partito a volti femminili. «Paolo - dice rivolta a Bonaiuti - è curioso che tu sia contornato da sole donne proprio quando nei giorni scorsi si è parlato di una successione rosa in Forza Italia. Comunque, bando a equivoci, il sondaggio di oggi dimostra che non c’è alcuna successione in vista». Secondo Euromedia Research, infatti, il gradimento del Cavaliere è al 58,5% contro il 30,5 di Romano Prodi. Con - dicono i duemila intervistati telefonicamente l’8 gennaio - Forza Italia al 32,6, il centrodestra al 57,3 (senza l’Udc si attesterebbe al 53,2) e l’attuale maggioranza al 42,3. Una vittoria schiacciante, se non fosse per il 18,5% di indecisi e il 20% di intervistati che preferiscono non esprimersi. La forbice, comunque, resta. E, dice la Gardini, il «crollo di Prodi è così netto che più che gioire siamo preoccupati». Per il centrosinistra, spiega la Prestigiacomo, «è una vera e propria Caporetto». Mentre per Forza Italia, gli fa eco la Carfagna, «è una giornata importante perché celebriamo il nostro picco di maggior consenso».
L’ex premier, dicevamo, non nasconde la sua soddisfazione. In serata, incontrando un gruppo di giovani azzurri a Palazzo Grazioli, parla di un Prodi «ai minimi termini di popolarità mentre io sono sopra di oltre 30 punti». Forza Italia, aggiunge, è al 32,7, ben oltre i livelli della vecchia Dc». Berlusconi parla anche del vertice di Caserta che, dice, «sarà una sceneggiata». E ancora: «Quello di Caserta è il vecchio modo di far politica, fatto solo di parole che gli italiani non capiscono. E più parlano e più si dimostrano divisi su tutto, dalle pensioni all’economia, dai Pacs alla politica internazionale. Lasciamo che emergano le loro divisioni, perché il 2007 sarà il nostro anno della svolta, non certo di Prodi». Il Cavaliere, poi, promette una «mobilitazione in grande stile per dimostrare anche a livello comunicativo che Forza Italia è il primo partito italiano». Un partito che «dovrà puntare sui giovani che sono la nostra forza e che dovrà avere una classe dirigente piena di entusiasmo». E, appunto, di «volti femminili».