L’Italia sogna in grande numero record di atleti

Maria Rosa Quario

Torino 2006 comincia subito con un record per l’Italia, quello del numero di atleti iscritti: sono 185, e non osiamo immaginare il caos durante la sfilata dietro a Carolina Kostner alla cerimonia inaugurale. Gli italiani sono sempre i più disordinati e rumorosi, speriamo che stavolta, entrando per ultimi nello stadio, si diano una regolata. Spedizione da grandi numeri dunque, ma è normale, perché essendo il Paese organizzatore l’Italia dovrà presentare atleti in ogni disciplina, anche in quelle tipo l’hockey femminile o il curling nelle quali non abbiamo tradizioni né ambizioni, se non quella molto decoubertiniana di partecipare.
Nello sci alpino le squadre sono state stilate con il sistema delle pari opportunità e con una sorpresa finale che fa capire quanto la tendenza sia quella di dare spazio ai giovani, e non solo per la scelta del portabandiera. Il dt Flavio Roda domenica ha varato le sue due squadre, 11 a 11 forse per poter organizzare una bella partita di calcio, scherzi a parte la sorpresa è stata la convocazione di Camilla Borsotti, atleta dello sci club Bardonecchia che compirà 18 anni dopodomani, chiamata a dare sprint e motivazioni al settore più in crisi del nostro sci, lo slalom femminile. Nel suo palmarès la vittoria nel parallelo di Natale, l’esordio in coppa del mondo con ritiro a fine dicembre nello slalom di Lienz, il 32° posto nel superG e il ritiro nella supercombinata di St. Moritz, più buoni piazzamenti fra cui un terzo posto in Coppa Europa. La Borsotti è stata preferita alla valdostana Annalisa Ceresa, dieci anni di più, un 16° posto in coppa del mondo e una vittoria in coppa Europa come migliori risultati stagionali. È chiaro che non stiamo parlando di candidate al podio olimpico, ma di atlete per cui l’importante era soprattutto esserci; per Camilla probabilmente sarà la prima di tot volte, per Annalisa la fine di un sogno.
Ma non parliamo degli esclusi e guardiamo avanti, a chi ci sarà e potrà partire con reali possibilità di salire sul podio. Il numero uno della nostra spedizione è chiaramente Giorgio Rocca, con la sua bella faccia che si vede sempre più spesso sulle copertine e sugli schermi televisivi, con la sua tranquillità che non pare scalfita dalle ultime sfortunate uscite, con la sua voce pacata che pronuncerà il giuramento olimpico. Sono sicuramente due, forse saranno tre le gare nel suo programma, combinata e superG per assaggiare la neve del Sestriere e provare a stupire, slalom per chiudere in bellezza. La speranza di tutti è che non si arrivi al 25 febbraio senza medaglie, sulle spalle di Giorgio il peso della responsabilità sarebbe enorme, ma è sbagliato pensare che un atleta con la sua esperienza si possa fare condizionare dagli eventuali cattivi risultati altrui. Onestamente però non ci sono altri italiani che partiranno con il ruolo di favoriti: in gigante Blardone e Simoncelli possono vincere perché lo hanno già fatto, Nadia ed Elena Fanchini sono capaci di qualsiasi cosa e hanno poco da perdere, stesso discorso per Fill, mentre Kristian Ghedina è un’incognita legata anche alle condizioni meteo del 12 febbraio. Col sole sarà capace di tutto, incrociamo le dita perché vedere il Ghedo sul podio sarebbe da urlo.
Oggi intanto verrà inaugurato il villaggio olimpico di Torino, la cerimonia è prevista alle ore 12.