L’Italia stringe la cinghia Napoli allarga le auto blu

Il Comune ripristina le vetture di "servizio" e il rimborso chilometrico di 600 euro al mese. In Sicilia i consiglieri regionali con un trucco tengono il doppio gettone

Questo è un elogio della rabbia. Una ricerca dell'università di Harvard stabilisce che un'incavolatura, ogni tanto, libera i polmoni e previene l'infarto. E allora lo diciamo a tutti, ai destri e ai sinistri, a tutte le persone di buona volontà che non sono colluse col nemico: arrabbiatevi. E di brutto. La rabbia è l'ultima arma efficace contro gli indifendibili.

Gli indifendibili sono quelli che hanno torto e lo sanno benissimo. Gli indifendibili sono i parassiti della società, che per carità ci sono sempre stati: ma mentre prima non potevano difendersi, adesso neanche ci provano. Neanche scappano. Neanche si nascondono. L'ultima è questa: con disarmante nonchalance, mentre la crisi impazza e il cittadino tira la cinghia, al comune di Napoli hanno deciso di ripristinare l'autoblù e il rimborso chilometrico di 600 euro al mese per tutti i consiglieri. Con l'ultimo bilancio ci avevano dato un taglio: adesso hanno tagliato i tagli. Per solidarietà con i lavoratori, anche loro si sono messi in «mobilità»: nel senso che si muoveranno tantissimo, ma a spese nostre. Rovinandoci la vita, e talvolta anche la morte. Non a caso la Regione Campania si è inventato il consulente ai funerali: costo 3.000 euro, per vigilare sul «codice deontologico delle imprese funebri». Uno vorrebbe riposare in pace, e questi ti inventano la «Consulta regionale per le attività funerarie».

Come si dice da quelle parti, «non tengono vergogna» manco morti.
Ecco perché è indispensabile arrabbiarsi come bestie: perché sennò gli indifendibili restano fieri di esserlo. Anche se li smascheri ti guardano sempre dall’alto in basso, continuano a girare a testa alta come niente fosse. Prendiamo le costosissime lauree farsa che affollano i nostri atenei: scienze equine, teoria e tecniche della nonviolenza e via vaneggiando. E i responsabili: ce ne fosse uno che abbia chinato il capo. «Non si azzardi a toccare il mio utilissimo corso sulle corna degli animali!». «Sprechi ce ne sono, ma lasci stare la mia Scienza dell'Aiuola!». Ecco, gli indifendibili fanno muro, pur essendo spalle al muro. Si cibano dei nostri denari e della nostra indifferenza. Nel mare del disincanto sguazzano che è un piacere: sai, tanto così va il mondo, così fan tutti, come si dice, saremo sempre in mano ai furbi e chi non ci sta è più furbo degli altri.

Ma per carità: guai a rassegnarsi. Quando ti abitui a una schifezza del potere, il potere ne inventa subito una peggiore. Al consiglio regionale siciliano con una leggina truffaldina approvata di fresco si sono tenuti il doppio incarico in barba all’incompatibilità: come ha scritto Gian Antonio Stella sul Corriere, c'è ancora gente che fa il consigliere regionale e comunale, il consigliere e il sindaco. Solo che ora per impedirglielo bisogna aspettare la Cassazione, attesa prevista 4 anni mezzo, quando il mandato è già bello che finito. Geniale. Quando ci si mettono sono infallibili, questi indifendibili.

Ma come dicevo: finché c'è rabbia c'è speranza. Quando il potere dei partiti e dei baronati si fa arrogante, quando i soldi pubblici sono soldi loro, quando sull'onda di una malintesa idea federalista il sindaco o l'assessore dell'ultimo comune degli Appennini si crede un re, ecco: educatamente, moderatamente, ma incazziamoci. Perché ai mandarini locali dei partiti, e ai papaveri della politica che dovrebbero vigilare, la rabbia fa ancora paura. Per il resto, non so se una collera al giorno leva il medico di torno: ma di sicuro, per la coscienza civile, è un toccasana.