L’Italia tenta il colpo e rimedia sbadigli

La partita con l’Olanda finisce senza reti. Lippi fa ancora esperimenti e si lamenta dei troppi errori. Salva però i giovani. Gli azzurri fanno fatica. Annullato uk gol di Pazzini: era una meta

Se verifica doveva essere, Marcello Lippi può essere contento solo a metà. Pescara regala un azzurro spento e non per lo 0-0 (l’Italia aveva sempre segnato nelle ultime 10 partite interne). Il risultato importava poco, la scelta dell’Olanda - terzo nella classifica Fifa - era già sinonimo di partita sofferta. E il ct aveva avvertito: «Dimentichiamoci la sfida di 4 anni fa».
L’Italia fa una gran fatica tra le serrate maglie arancioni e nella seconda parte, quando in campo c’è Giuseppe Rossi, anche lui a caccia di un posto al sole dopo tanti elogi del ct mai ricambiati, e altri giovanissimi va un pochino meglio. Ma la strada sembra ancora lunga. «Quello che non mi so spiegare è la percentuale di passaggi sbagliati nel primo tempo, nel quale come atteggiamento eravamo messi bene in campo, costringendo l’Olanda a lanci lunghi - il Lippi pensiero al 90’ -. Nella ripresa, poi, non abbiamo concesso niente. Sono soddisfatto». Frasi di circostanza? Il ct trarrà certamente le sue conclusioni, tanto più che nell’intervista prepartita alla Rai dirà «ho già 16-17 nomi». La verità è che il materiale umano a disposizione è scarsino. E dire che il ct viareggino ha convocato 53 giocatori, di cui 14 deb, in un anno e mezzo. L’impressione è che lo aspetta un bel lavoro, ma anche che alla fine saranno poche le new entry sull’aereo per il Sudafrica.
Niente fischi o cori del tipo «andate a lavorare» che tanto avevano fatto arrabbiare Lippi a Parma. Il pubblico di Pescara accoglie l’invito del ct, ma gioca sull’ironia degli striscioni sul tormentone azzurro: «Lippi sei Pazzo-sì se Cassa-no» e «Lippi, alza la cornetta per Cassano» i più simpatici. Originale, poi, l’invasione di campo di un tifoso che veste una maglia azzurra con la scritta che chiede l’approdo del barese in nazionale. Per lui, un 22enne di Montesilvano, scatterà la denuncia.
Pubblico anche troppo paziente, quindi, come pazienti sono gli azzurri. L’Olanda, formazione tecnica, è maestra nel fraseggio e nel possesso palla. Ecco che l’Italia attende l’occasione buona per affondare: i lanci di Pirlo e l’intraprendenza di Candreva sono le note più positive del primo tempo, Palladino ha bisogno degli urlacci del ct («ti vuoi muovere?», il chiaro messaggio di Lippi al genoano) per svegliarsi e creare la migliore palla gol, un tocco sotto misura tra quattro maglie orange.
Almeno nelle intenzioni, Lippi rispolvera il 4-3-3 messo in soffitta dopo le figuracce di Confederations. Gli interpreti dovrebbero essere il Camoranesi in grande forma, il Gilardino spesso troppo isolato là davanti e il Palladino chiamato a conquistare un posto tra i 23 per il Sudafrica. In realtà gli spazi stretti fanno sì che l’atteggiamento tattico diventi quasi speculare a quello degli olandesi, un 4-2-3-1 nel quale Camoranesi aiuta il centrocampo e il vivace Candreva (debutto positivo, il ragazzino è sicuramente promosso) parte dal centro sinistra e si accentra.
Difficile da attaccare la squadra di Van Marwijk, soprattutto nelle fasi di circolazione della palla; la pressione di Van Bommel e De Jong (che non risparmiano qualche colpo duro e finiranno nella lista dei cattivi, il primo battibeccherà anche con Lippi) lascia pochi spazi, i tagli di Elia mettono un po’ di apprensione. Anche se Buffon rischia (si fa per dire) su un tiro di Kuyt e un retropassaggio di testa di Palladino.
Nella ripresa Lippi toglie proprio il genoano (prova in chiaroscuro per lui, da rivedere) per Rossi. Il ct nell’intervallo chiede di tenere la squadra alta e il movimento dei suoi sembra soddisfarlo, tanto che l’Olanda resta molto lontana dalla porta azzurra. Entrano Biondini, 41° esordiente dell’era Lippi, Montolivo e Pazzini, che nel finale è da tirata di orecchi per un gol di mano sul quale non è nemmeno reo confesso, poi Criscito e Marchionni. Ieri sono tornati a casa Buffon, Zambrotta, Cannavaro e Pirlo, mercoledì a Cesena con la Svezia in campo un’Italia supersperimentale.