L’Italia tiene ancora famiglia (ma più piccola)

La sociologa: «Mai così forti i legami tra le generazioni»

Giuseppe Marino

Ma la famiglia italiana non si stava sbriciolando pezzo per pezzo, come un monumento minato dallo smog? Contrordine: ci sediamo tutti insieme intorno alla tavola ogni domenica, ci scambiamo regali, ci sentiamo spesso con genitori e fratelli e i nonni curano i nipoti con assiduità. Una ricerca dell’Istat, contenuta nel volume «Parentela e reti di solidarietà» presentato ieri, assesta un duro colpo ai cantori della disgregazione della famiglia, ai sostenitori dello stereotipo dei valori di una volta che non ci sono più. Per di più una seconda indagine, stavolta del Censis, svela che, pur mutando il proprio ruolo sociale, la donna italiana di oggi non è poi così lontana dall’immagine tradizionale: continua a sognare il matrimonio, ha tanta voglia di maternità e, quando la realizza, accudisce i figli più di prima. Ce n’è abbastanza per far dire a Chiara Saraceno, sociologa della famiglia che insegna presso l’Università di Torino, «che, almeno per quanto riguarda i rapporti tra le diverse generazioni, la famiglia non è mai stata così forte».
FRATELLO DOVE SEI?
L’analisi dell’Istat sui rapporti tra fratelli rende il senso dell’intera analisi: il cambiamento demografico è impetuoso, ma la qualità dei rapporti non cambia. Il numero medio dei fratelli viventi tra il 1998 e il 2003 è diminuito seccamente: da 2,4 a 1,9, dato che scende a 1 considerando le generazioni più giovani, quelle composte da soggetti con età inferiore ai 15 anni. I fratelli sono di meno ma si frequentano assiduamente: il 55,3% si vede almeno una volta a settimana (percentuale che sale al 63% nel Mezzogiorno), quattro su dieci hanno fratelli che abitano nello stesso comune e tre su dieci coabitano.
NON SI SFUGGE AI GENITORI...
Più della metà degli italiani che hanno i genitori viventi abita con entrambi o almeno uno dei due. Ma non solo: allontanarsi dai genitori in generale non significa allentare i contatti. Tra chi ha già spiccato il volo dal nido genitoriale, il 75,9% continua a vedere la mamma una volta a settimana e il 73% il papà. Al Sud e nelle Isole si arriva a picchi superiori, che sfiorano l’85%. E poi siamo nell’epoca dei cellulari: più di sette figli su dieci riceve almeno una chiamata da mamma e papà a settimana. «Sono dati chiarissimi - commenta Chiara Saraceno - al di là dei problemi della coppia e dei cambiamenti demografici, i legami tra figli e genitori e tra fratelli restano molto intensi, le reti di solidarietà familiare si rafforzano, per sopperire alla mancanza di sostegno ai figli e alla loro uscita da casa da parte dello stato sociale». Quasi metà dei giovani che continuano a stare in famiglia intervistati dall’Istat riconduce a problemi economici la difficoltà a staccarsi dal nido. «Certo, non c’è solo questo aspetto - spiega la docente - è anche un fatto culturale. Ma non c’è dubbio che la mancanza di sostegni economici all’ingresso nel mondo del lavoro finisce con il diminuire la mobilità sociale in Italia». La sociologa su questo punto segnala anche un altro fenomeno curioso. Non solo i forti legami tipici della famiglia mediterranea non si vanno allentando, ma anche le ultime ricerche dicono che anche nella famiglia nordica in realtà il sostegno dei genitori ai figli che escono di casa non cessa. «La principale differenza - spiega la studiosa - è soprattutto nella continuità dei contatti, molto più frequenti nel nostro modello di famiglia». E infatti la ricerca dell’Istat rileva una percentuale quasi incredibile (94,9%) di famiglie con almeno due componenti che la domenica si ritrovano per pranzo o cena. Un dato che è addirittura in crescita rispetto al 1998. E che va sommato al 78,8% di famiglie in cui è una consuetudine lo scambio di regali non monetari.
...E NEMMENO AI NONNI
Gli 11 milioni e mezzo di nonni italiani sono tutt’altro che presenze invisibili nella vita dei nipoti. Quattro persone su 10 hanno nonni viventi e gran parte li frequenta spesso. Otto nonni su 10 vedono i nipoti almeno una volta a settimana e 6,6 milioni di anziani curano assiduamente i nipoti con meno di 13 anni.
DONNE PIÙ LIBERE, MA MATERNE
Si sentono più libere delle proprie mamme e nonne, ma come loro mettono al primo posto la maternità (42,8%), più importante dell’indipendenza economica (31%). È il ritratto della donna italiana che emerge dalla ricerca del Censis che fotografa le principali differenze rispetto al passato soprattutto negli stili di vita: una donna su tre è a dieta, una su cinque non fa sesso, ma la metà di coloro che ha una regolare vita sessuale la considera soddisfacente. Elementi che incrociati hanno permesso all’istituto di individuare sei tipologie di donne (vedi tabella a fianco). In tema di salute però sono soprattutto le single (87,2%) a sentirsi in forma. È il matrimonio che fa male?