L’Italia di Totti e Gilardino a caccia del punto mondiale

Scontro in allenamento tra Cannavaro e Materazzi. Lo juventino: «Giuro, non volevo vendicare Ibrahimovic»

Franco Ordine

nostro inviato a Palermo

I tedeschi, sempre sensibili ai cari, vecchi rivali di cento sfide memorabili, possono preparare il comitato d’accoglienza. L’Italia del calcio, in perfetto orario, sta per arrivare al mondiale 2006 e riscaldare così il cuore di molti paisà ancora feriti dal precedente storico: la spedizione guidata da Allodi e Valcareggi nell’estate del ’74 si rivelò un disastro su tutti i fronti. Il passaggio decisivo è fissato per questa sera a Palermo, magari in una cornice non proprio esaltante: telecronaca tv col silenziatore per lo sciopero dei giornalisti Rai, ridotto interesse a causa dell’esito scontato della gara e dello scarso appeal dell’avversario, ripetute le visite azzurre in quello stadio, tra i motivi affatto segreti della disaffezione palermitana testimoniata dalle cifre della prevendita (meno di ventimila i tagliandi venduti). Classifica del gironcino alla mano basta un pareggio contro la Slovenia per consentire a Marcello Lippi, e ai suoi cavalieri, di tagliare il traguardo della qualificazione con un turno di anticipo sul previsto, al pari di Enzo Bearzot nell’Ottantuno, a pochi mesi dal trionfo di Madrid. Tocchi ferro chi immagina che la coincidenza possa rappresentare un auspicio di segno negativo.
Non serve una impresa epica, insomma. E le notizie sullo stato di forma della nazionale sono incoraggianti. «Abbiamo lavorato bene, c’è un ottimo spirito e grande entusiasmo, vogliamo riscattare l’unica sconfitta rimediata proprio in Slovenia» la sintesi del pensiero azzurro firmata da un ct disteso e sorridente, tutto teso non solo a cogliere il primo significativo risultato della sua gestione ma a guadagnare consensi e simpatia per la sua causa. All’appello manca solo Buffon, tra i rari fuoriclasse del calcio italiano assenti per l’occasione. Tutti gli altri, da Nesta a Totti, più i decisivi comprimari, sono pronti a timbrare il cartellino. Dopo tante amarezze, qualche delusione e la crisi colta negli stadi, questa è l’occasione per ridare lustro al settore a pochi mesi dalla rassegna iridata. «Dobbiamo pensare in grande» incalza ancora Lippi, per niente lusingato dalle difficoltà incrociate dalle altre avversarie, Inghilterra, Francia e Spagna, alle prese con una qualificazione tormentata. Perciò è pronto a varare l’Italia col modulo Milan, due attaccanti e un rifinitore alle loro spalle, e lo spirito della Juve di ferro. «Voglio una partita di sostanza» sottolinea a mo’ di didascalia con l’aggiunta di un ingrediente fondamentale, un paio di gol che possono insaporire lo spettacolo. Al fianco di Toni, puntello indiscusso dell’attacco, e pronto ad entrare nell’arena palermitana e a sfidare il rancore dei suoi ex tifosi, c’è posto per Alberto Gilardino, giudicato in ritardo sulla tabella di marcia. Errore: è in perfetta traiettoria con le sue esibizioni di un anno fa. Il ballottaggio Gilardino-Vieri è l’unico autentico dubbio coltivato dal ct. L’altro, Zambrotta a destra con Grosso a sinistra, è stato risolto per tempo con una scelta che tende a premiare il calcio rotondo del palermitano capace, coi suoi cross, di mandare in gol Toni o chi per lui eliminando dalla scena il balbuziente Zaccardo. Lippi non trema neanche se, per uno di quei casi singolari, nel corso dell’ultimo test effettuato ieri mattina a Coverciano, Materazzi e Cannavaro diventano protagonisti di una collisione aerea che fa scattare l’allarme. Si risolve con una ammaccatura dei due e una battuta, fulminante, del napoletano: «Vi giuro non ho voluto vendicare Ibrahimovic». Anche questa è una prova del clima idilliaco e della condizione di gran forma dell’Italia che può godere, in caso di qualificazione, di un trattamento di favore. «Si picchiano come disgraziati ma col sorriso sulle labbra» chiosa il ct, stregato dal gruppo e dal clima recuperato. Alcuni senatori, Nesta e Totti, Pirlo e Zambrotta, possono tornare a casa già domenica mattina e lasciare il posto agli altri esponenti del gruppo in vista dell’impegno di mercoledì prossimo a Lecce contro la Moldavia da trasformare in un’amichevole a tutti gli effetti. È il premio più importante anche per Juve, Milan e Inter che devono tornare alla sfida scudetto e alla coppa Campioni.