L’Italia è tutta un set Il nostro cinema punta sulle commedie

Da Verdone a Salvatores sono una trentina i film in arrivo. Avati: "Ci vuole leggerezza". Tozzi dell'Anica: "Sono finiti i problemi di sopravvivenza, siamo in piena crescita"

Ma che andiamo cercando? A Cannes ci siamo difesi bene: due film in concorso, vendite estere a gogò, esordienti compresi (è il caso di Alice Rohrwacher, col suo Corpo celeste) e Palma alla carriera per Bertolucci, che a fine agosto girerà il suo primo film in 3D, Io e te, dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammanniti. Mica male, mentre alle soglie dell’estate una trentina di film italiani in lavorazione (stessa quota del 2010), fanno ben sperare nella ripresa d’autunno, alla faccia delle Cassandre. «Ci siamo presentati a Cannes con una quota di mercato al 50%, caso unico al mondo e con la stabilizzazione degli incentivi fiscali: finalmente non abbiamo più problemi di sopravvivenza, ma di crescita», chiarisce Riccardo Tozzi, neopresidente dell’Anica, la Confindustria del cinema italiano, settore il cui giro d’affari si attesta sui 2,5 miliardi l’anno. Una volta fuori dal Fus, infatti, i film si sono messi a galoppare. Per Giampaolo Letta, a capo di Medusa, «il bilancio è assolutamente positivo: vedo molti più progetti, rispetto a prima. Ancora commedie, ma attenzione alla qualità, o si rischia il boomerang. In ogni caso, aumentando il numero dei film, aumenta il gettito per lo Stato, tra contributi, tasse e indotto».
«Non fare la commedia!», allora, ditelo a Strauss-Kahn, che respinge ogni addebito, non ai registi italiani. I quali girano come matti. Non solo in senso figurato, ma anche in senso tecnico: Carlo Verdone da ieri si trova a Parigi, per le locations di Posti in piedi in Paradiso, commedia su un tema attuale: padri separati alla canna del gas, tra Roma e la Ville Lumiére. «Penso che l’argomento di questo film sia molto sentito, il copione ha una parte ironica e una seria. Mi preoccupa che il pubblico rifugga da un pizzico di dramma, ma guardare al botteghino è giusto», dice il comico, qui anche nel ruolo di ex-marito spennato, con Pierfrancesco Favino e Marco Giallini, costretti a convivere per tagliare le spese. Come al solito, ha ragione Pupi Avati, che sta finendo di montare la sua commedia sentimentale Il cuore grande delle ragazze (uscirà in novembre). «Dopo l’insuccesso di Una sconfinata giovinezza, film drammatico d’importanza sociale inconfutabile (sul tema dell’Alzheimer, ndr), ho provato un dolore immenso. La gente ha problemi, il pubblico ha rifiutato il mio film e ho capito l’atteggiamento dei distributori: ci vuole l’alleggerimento per guadagnarsi il box-office. Non è disdicevole guardare al Cinetel, anche se c’è commedia e commedia: la mia sarà una commedia sentimentale», riflette Pupi, che qui scopre Cesare Cremonini nei panni di attore, mettendolo in una storia anni Venti, insieme a Micaela Ramazzotti (starring pure nel film di Verdone). «È la storia del matrimonio dei miei nonni: io giro sempre intorno a casa, come i cani da guardia e non perdo di vista il cancello», sorride Avati, che torna alla sua vena da Billy Wilder. E Pieraccioni, Re Mida a Natale? Gira tra Lucca e Cagliari una commedia ecologista, dove «il ciclone» è Benedetto, professore amante della natura. «Un professore di controfagotto, che vive seguendo le regole del filosofo Charles Fourier, il quale professava bisognasse seguire l’istinto», spiega Leonardo. Sul fronte ridanciano, s’affacciano Ficarra&Picone, all’esordio come registi: Ancora non c’è è il titolo d’una vicenda scritta dai due per Ambra Angiolini. Nella stessa direzione, ma in 3D, va Fausto Brizzi, ora a Torino per battere il ciak di Sex 3D, «commedia tra sesso e risate: sarà il film più teen dei miei ultimi tempi, dove la bellezza, però, peserà molto», annuncia lui, che sperimentando la terza dimensione, cerca attori molto sexy. Il pedale della commedia corale è spinto con inclinazione sequel da Immaturi 2, seguito del film di Paolo Genovese, che porta su un’isola greca lo stesso cast (Bova, Angiolini, Bobulova),a fare il viaggio della maturità conseguita e Lezioni di cioccolato 2, sequel di Claudio Cupellini, con Luca Argentero, armeggiante tra spatole e glasse.
Zoomando sui set estivi, una trentina, si nota comunque un ritorno dei generi: dal drammatico Big House di Matteo Garrone, che nell’area vesuviana guarda con gli occhi di un pescivendolo al grottesco mondo dei reality, al letterario Educazione siberiana di Gabriele Salvatores, ispirato al romanzo di Nicolai Lilin, fino al thriller di Davide Marengo Breve storia di lunghi tradimenti, dall’omonimo romanzo di Tullio Avoledo, l’elenco sarebbe troppo lungo. Conviene aspettare e smetterla di frignare. Il cinema italiano non è affogato: nuota.